La Chiacchiera del vicolo,
Miraggi di Velen,
Regno di Orloch, Contea di Altivalli
Borgo di Askur
Tratto dai Racconti e Canti di:

Bardo e Cantore degli Spiriti,
Cartomante di Professione, Cercatore di Vite.
Tornàr cantando li miei versi a l’eroe,
la nobil schiera de lo Scudo ardito,
che in l’oscure cripte d’Askur si fèe.
Già s’udìa, come pianto maledito,
il grido orrendo de la Banshee ria,
che trasse l’alma d’Astrid dal suo dito.
E giacque il corpo freddo, e l’agonia
coprì del furfantel Lucas lo core,
mentr’Aratrim, Thorin, e William pria
stringean le lame con foco e valore.
Le cinque proli del vampiro oscuro
balzâr dai sepolcral lor scrigni in ore,
ch’ardean d’ardor di sangue, e d’appetito impuro.
E Thorin, duce de lupi, con la spada
che fende il ciel, mostrò vigor maturo:
fulmine e gelo in danza disarmada
fêr della Banshee un lampo di rovina,
mentre saette di Tristan fanne strage e nada.
E William, col ferro ch’a luce inchina
le tenebre, tre mostri disfe’ al canto,
sì che la selce parve luce divina.
L’altre si fean vapor, fuggendo in pianto,
entro lor tombe, e l’una persa andava,
mentr’Aratrim le seguia con passo santo.
Oh vista acerba! ché William trovava
sua maga spenta, e il cor gli si spezzava.
Gridò al ciel l’ira sua, feroce e prava,
e in tempio di Weinal s’adirava.
Dunnar, lo nano chierico, l’udìto,
gli disse: «Se la vuoi ch’a vita torni, brava,
mille monete paga, e sii pentito:
ché d’umiltade scarso ti ritrovo,
e a’ morti d’Askur rendi lor diritto».
Così promesse il rito al novo giorno,
mentr’il parlar del terzo vampiro occulto
fe’ del chierico un foco senza ritorno.
Poi giunse il messo, e col suon mal inulto
disse: «Demoni a Rocciateschio stanno!».
E il nome fece il sangue al cuor d’insulto.
Ché là, due anni or sono, in campo danno,
la Compagnia vinse orribil genia,
e il suol di male ancor bruciava invano.
Cavalcâr dunque in l’alba che venìa,
e giunti là, trovar campi d’inferno,
di corpi sparsi, e d’ossa in follia.
Or non eran demon, ma d’Averno
diavoli barbuti e spinati in guerra,
che mosser ferro al canto più moderno.
Ma poi, dal ciel, calò d’ombra sì nera,
che parve il sol fuggisse in fretta e doglia:
un Diavol cornuto, gran chimera,
piombò ruggendo e mosse la battoglia.
Là si chiude lo Canto, e ‘l cor sospende,
ché nova strage a la Compagnia s’accoglia
La Compagnia dello Scudo di Sion:

Aratrim Kalbordor,
questo Nano Xantrariano con un passato da Campione presso una nota compagnia di mercenari dalla reputazione sanguinaria, ha scelto di voltare le spalle ai suoi vecchi compagni d’arme per mettersi in proprio e combattere per sè stesso e per ideali più nobili.

Sir. William van Anderson,
questo nobile guerriero psionico è cresciuto nel lusso e le comodità di una vita adagiata ed aristocratica. Riunitosi con suo fratello gemello, da cui si era separato da bambino, combatte per suo padre e la famiglia, ambizioso di ripristinare il nome dei van Anderson e salire al trono di Orloch.

Lucas detto “Aquila”,
un Ladro Furfante estremamente timido con un passato da orfanello che ha vissuto di espedienti e si è costruito una reputazione nella criminalità locale di Orloch. Il suo buon cuore ed un senso di gratitudine nei confronti del suo miglior amico di infanzia lo hanno spinto a cercare una vita migliore, unendosi alla Compagnia dello Scudo di Sion per perseguire ideali più nobili.

Lord Thorin Lupoartiglio,
Signore di Borgo Thorin e Valdilupo,
Protettore ed Eroe di Orloch,
Campione della Grande Arena di Velen.
METAGAME
• La sessione riprende esattamente dal momento in cui il lamento della Banshee abbatte Astrid e Lucas, lasciando la Compagnia dello Scudo di Sion in grave difficoltà all’interno della cripta di Askur. La maga giace esanime, Lucas è privo di sensi, mentre Tristan arretra impaurito di fronte alla creatura spettrale.
• William, Thorin e Aratrim si schierano in prima linea: cinque progenie vampiriche emergono dai sarcofaghi e si scagliano contro di loro, guidate da una sete primordiale che deforma i loro volti e infiamma di rosso i loro occhi. Alcune hanno sembianze umane, altre halfling: tutte animate dalla furia del sangue e dalla fame di carne viva.
• Thorin Lupoartiglio si distingue per la potenza devastante dei suoi colpi: brandendo la sua coppia di lame magiche — lo stocco runico e la spada falcata adamantina — abbatte la Banshee con una serie di fendenti concatenati. Le armi, pervase di energia elementale, dilaniano l’essenza eterea dello spirito che svanisce in un lampo di luce quando le frecce di Tristan lo trafiggono.
• Nel frattempo William e Aratrim affrontano le progenie nel cuore della cripta: la Spada di Ander, artefatto sacro capace di incenerire i non morti, abbatte tre delle creature in rapida successione. Le altre due, ferite, si dissolvono in nubi di nebbia e si ritirano nei sarcofaghi, mentre la terza sfugge nel buio dei corridoi.
• Tristan, ritrovato il coraggio, presta soccorso a Lucas: stabilizza le sue ferite e lo trascina al riparo insieme al corpo di Astrid. Tuttavia, quando William accorre presso la maga, scopre la verità più terribile — il grido della Banshee ha strappato la vita dal corpo di Astrid Albafuoco.
• I superstiti decidono di ritirarsi e tornare alla Chiesa della Sacra Folgore, dove il chierico Dunnar Asciadoro li accoglie. La rabbia di William esplode in un acceso confronto: pretende la resurrezione di Astrid e si rivolge al nano con tono arrogante e irrispettoso. Dunnar reagisce con furia, imponendo una condizione: «Volete che Weinal ridoni vita alla vostra amica? Pagate il prezzo: mille monete d’oro, in risarcimento ai morti di Askur!».
• William accetta, e Dunnar promette di tentare il rituale all’alba del giorno successivo. Intanto, insieme ai compagni, riferisce l’esito della missione. Il chierico decide di verificare di persona la distruzione dei vampiri: nella cripta, l’incantesimo di Luce Diurna incenerisce i due corpi dormienti, ma la confessione tardiva di William — riguardo la presenza di una terza progenie ancora in vita — suscita l’ira di Dunnar, che lo accusa di negligenza e incoscienza.
• Poche ore più tardi, durante un incontro con il Barone Bernard de Saint Germaine, signore di Askur, sopraggiungono degli esploratori portando notizie allarmanti: «Demoni a Rocciateschio». Quel nome riaccende ricordi nella Compagnia — proprio lì, due anni prima, gli eroi avevano combattuto contro i mutanti del Male della Terra.
• Considerata la gravità della minaccia, la Compagnia si rimette subito in viaggio verso Rocciateschio, con cavalli concessi dal Barone. Ma all’arrivo, lo scenario è raccapricciante: il campo di battaglia è cosparso di cadaveri umani e infernali.
• Improvvisamente, un gruppo di diavoli barbuti e spinati emerge tra i corpi, attaccando i nostri eroi con violenza. Il combattimento è serrato, e la Compagnia comprende che non si tratta di demoni — ma di diavoli, segno di una presenza infernale organizzata e pericolosa.
• Lo scontro raggiunge il culmine quando un’ombra enorme attraversa il cielo e cala su di loro con un fragore assordante: un Diavolo Cornuto di dimensioni colossali plana sul campo, ruggendo e brandendo un’arma infuocata.
La sessione si conclude su questa scena, con la Compagnia dello Scudo di Sion circondata e costretta a fronteggiare una nuova e terrificante minaccia.
