La Chiacchiera del vicolo,
Circa 900 km sudovest di Emnotork,
Isola di Fang, Città-albero di Torrefronda
Estratto dai racconti di:

Piromane di Fang, Ubriacone a tempo perso con una filosofia di vita: “ama la vita, fatti pagare e pensa a sc….., che tanto prima o poi schiatti lo stesso! Queste sono le massime del Gibry-Meister! “
Miei cari, carissimi amici,
il vostro amato Gibry torna a narrar della storia di questo baldo gruppetto assortito di affamati avventurieri, spinti più dallo stomaco che da nobili intenzioni, rammentate?
Son passate tre settimane dal loro ritorno in città con quasi due quintali di carne di cinghiale crestarossa pronta per essere venduta e cucinata…ed è divenuto il piatto forte del Buco degli Scheppen, la nuova taverna aperta di recente nella Città Vecchia dove potrete gustare i manicaretti degli Scheppen. Orlen d’altro canto è lì che vive con la sua famiglia e credetemi, per esser gnomi cucinano veramente bene e la loro cucina multirazziale è capace di soddisfare qualsiasi palato, dal più raffinato tra gli elfi al più ingordo tra i mezzorchi.
Quel giorno Orlen era sovraeccitato. Finalmente era riuscito a replicare la sua prima ricetta ricavata dal Grande Ricettario del cuoco errante del mitico Gallard Adalfridus Gustavus Cookheart, il leggendario cuoco avventuriero famoso per aver girato il mondo andando alla ricerca degli ingredienti più strani ed esotici con cui realizzare piatti estroversi e di dubbio gusto. Indimenticabili piatti come i Testicoli di Remorhaz fermentati in salsa Trollzu (che si ottiene dalla bile di Troll)e Filetto di Aboleth con riduzione di salsa d’occhi di Beholder e menta, ma stavolta Orlen era partito sul più sempice, preparando Gulasch di cinghiale cresta-rossa con paprika affumicata, cipolle, lardo, sedano, carote e tante erbette aromatiche. Ho avuto il piacere di assaggiare quella zuppa proprio ieri sera e devo ammettere che è la prima volta che assaggio un cinghiale così ben cucinato da mani gnomiche. Non fraintendetemi, normalmente gli gnomi delle rocce sono bravissimi a fare moltissime cose ma…diciamo che di norma la loro tradizione gastronomica andrebbe aggiornata. Usano un po’ troppo muffe, funghi e muschio ed un po’ troppo poco verdure di superfici e per carità, non fate mai cucinare il pesce ad uno gnomo! Diciamo che gli Scheppen possiamo escluderli da certi luoghi comuni. La loro famiglia gode di una tradizione gastronomica, praticamente da quando esiste il Calendario del Demiurgo!
I nostri cari protagonisti,e quindi parliamo dell’elfo druido Naeven, la splendida cacciatrice Amelia, il buon Orlen (che ho saputo essersi graduato da poco come alchimista, complimenti amico!) e la MERAVIGLIOSA Nimbera, creatura lucente capace di illuminar le notti più buie…beh, insomma, erano seduti attorno ad un tavolo a gustarsi la nuova ricetta di Orlen e da come la mangiavano, confermo che gradivano molto. Ne son certo visto che ero presente anch’io in quel momento ed ho anche avuto il piacere di farmi due chiacchiere con loro. E’ stata in quest’occasione tra l’altro che mi son fatto raccontar nel dettaglio ciò che poi ho trascritto nei capitoli precedenti. Come? Stai leggendo questo capitolo ma per qualche arcano motivo hai saltato i precedenti? Fila subito al capitolo 1 della storia, pigrone! Non esiste che una storia la si inizi a leggere a trama avanzata! Vi perdereste tutto l’abbrivio, tutto il dramma, il momento topico…bah, lasciamo perdere! Parlare con voi o parlare con Sir Biscardi è la stessa cosa! D’altro canto, chi sa fare sa capire…e no, non è un dialetto, è la Vita , gente!
In queste tre settimane il popolo di Fang tiene gli occhi puntati sul cielo. La caduta delle stelle viene vista come un segno da molti, mentre altri tendono a interpretare il tutto come fenomeni casuali ma fatto sta che altri frammenti astrali son caduti sull’isola ed uno di questi, proprio dalle parti di Bassomonte. Questa informazione arrivò ai nostri eroi da parte di Thandor Fogliargento, il mentore di Amelia che proprio in quel momento entrò nella locanda ed avvicinò la sua pupilla per riferirle la mala novella. Bassomonte era il villaggio natale di Amelia e la nostra cacciatrice era da giorni preoccupata già per via del fatto che in quella regione, era stata segnalata da tempo la presenza di attività umanoidi. Non mi stupisce quindi che la buona Amelia desiderasse andar laggiù a vedere cosa fosse accaduto. Amelia è un’eroina del popolo e già in passato aveva salvato vite innocenti dalla catastrofe causata dal Grande Gelo. Tuttavia il viaggio sarebbe stato lungo, piuttosto lungo, dipendeva molto dal tragitto che avrebbero scelto. La strada conosciuta da Altea era quella più lunga, ma anche la più sicura. Avrebbero dovuto seguire la Strada delle Contrade Est fino a Fortevecchio, deviare per la Strada della Contea ed attraversare l’intera Contea dei Mezzuomini, passando per Girandola e Granfrutteto, fino al crocevia tra Pescaria e Torrisella proseguendo poi verso la strada nord per 50 km fino all’arrivo di Bassomonte. Questo tragitto sarebbe stato il più lungo, avrebbero dovuto percorrere più di 300 km e ci sarebbero voluti circa dieci, dodici giorni di viaggio. L’alternativa era un tragitto decisamente più breve che avrebbe consentito loro di raggiungere Bassomonte in soli 4 giorni. Per farlo avrebbero dovuto deviare tra le terre selvagge ad est di Torrefronda, costeggiando a sud la Cordigliera Centrale attraversando la Valle degli Inquieti. Credete a me quando vi dico che la scelta più saggia che avrebbero potuto prendere i nostri protagonisti fu quello di optare per il tragitto più lungo. La Valle degli Inquieti non luogo per tutti. Non lasciatevi ingannare dal nome; la cosìdetta “valle” è caratterizzata da una conca in qui si estende una regione collinare molto insidiosa, con gole e crepacci in cui si nasconde di tutto. I Giganti delle Colline frequentano spesso quel posto come territorio di caccia vista l’elevata quantità di selvaggina. Le gole di quelle colline sono spesso popolate da Arpie che amano fare laggiù i propri nidi, per non parlare delle bestie che fuoriescono da Bosconero poco più a sud.
Inoltre, ci volle un po’ per convincere Orlen ad unirsi al gruppo. Lo gnomo era più interessato all’idea di raccattare qualche nuovo ingrediente piuttosto che fare volontariato ma alla fine desistette, soprattutto quando gli parlarono di Bosconero e della possibilità di trovare qualche bestia strana da quelle parti.
Non mi dilungherò ulteriormente in altri dettagli, cari lettori. Io purtroppo mi ero dovuto dileguare poco dopo queste interessantissime chiacchierate perché, beh modestamente erano entrate in Taverna così tante mie ammiratrici che per non scontentarne nessuna ho preferito non farmi trovare in giro. I nostri cari protagonisti nel frattempo, si prepararono per partire. La partenza avvenne il giorno seguente. Purtroppo, di Drogan nessuna traccia nonostante Orlen gli avesse mandato una lettera per invitarlo a provare il suo gulasch di cinghiale. Con la speranza nel cuore che il mezzorco stesse bene, i nostri avventurieri partirono per questo viaggio dopo aver preparato il carretto con i loro due amati ciuchini, Porzia ed Ermenegildo. Amelia si premurò persino di lasciare al suo mentore Dudù, il cucciolo di cinghiale cresta-rossa che oramai la nostra cacciatrice ha adottato come suo animaletto domestico (che Orlen non vede l’ora di porchettare!).
I nostri amici viaggiarono lungo la Strada delle contrade est per circa trenta chilometri. Trenta chilometri di strada rettilinea circondata dalla fitta boscaglia esotica in ogni direzione. Da un lato, Boscombroso si estendeva con la sua fitta macchia impenetrabile mentre dall’altro lato c’era Boscoverde, una macchia verde che si estendeva a sud ed est di Torrefronda. Quella notte i nostri amici trovarono ospitalità nel Villaggio di Verderame, un insediamento di elfi silvani e mezzelfi che vivono pacificamente in prossimità di un torrente. Naeven conosceva molto bene quel posto, giacché i druidi del circolo della luna locali son suoi confratelli ed è anche il loro ove egli ha ricevuto la sua formazione druidica, quindi potete immaginare il calore con cui furono accolti quando giunsero laggiù (ho persino sentito dire che la proprietaria della taverna locale abbia anche una cotta per l’elfo!).
Il giorno seguente, la compagnia si lasciò Verdirame alle spalle, ritornò sulla strada delle contrade per proseguire verso ovest. Settanta chilometri più avanti c’era Fortevecchio ad attenderli. La possente struttura fortificata si ergeva nell’ampia radura circondata dagli alberi, interrompendo il percorso della Strada delle contrade che veniva inghiottita da uno dei tre portoni d’ingresso. Fortevecchio fungeva da crocevia, da qui era possibile raggiungere il Granducato di Fang, Torrefronda e la Contea dei Mezzuomini. I cancelli di Fortevecchio erano aperti durante le ore diurne, per restar poi chiusi dal tramonto fino all’alba. I nostri amici si apprestarono ai dovuti controlli d’ingresso prima di addentrarsi nel grande edificio. Il loro viaggio prosegue…(Continua…)
I protagonisti:

Naeven Fieldrunn,
un druido elfo dei boschi famoso per essere divenuto eroe popolare, salvando vite durante il Grande Gelo. La sua esperienza in erbe e animali sono una risorsa preziosa così come i suoi mistici poteri.
METAGAME – Sessione 9
• Son passate tre settimane dal ritorno dei PG a Torrefronda (e quindi dalla precedente sessione), con quasi due quintali di carne di cinghiale cresta-rossa pronta per essere venduta e cucinata. Essa è divenuta il piatto forte del Buco degli Scheppen, la nuova taverna aperta nella Città Vecchia, dove si possono gustare i manicaretti preparati dalla famiglia di Orlen.
• Quel giorno Orlen è sovraeccitato per aver replicato con successo la sua prima ricetta tratta dal Grande Ricettario del Cuoco Errante di Gallard Adalfridus Gustavus Cookheart. Il piatto preparato è un gulasch di cinghiale cresta-rossa con paprika affumicata, cipolle, lardo, sedano, carote ed erbe aromatiche.
• Naeven, Amelia, Orlen e Nimbera sono seduti attorno a un tavolo nella taverna, intenti ad assaporare la nuova ricetta. Gibry è presente e si fa raccontare dai protagonisti i dettagli delle sessioni precedenti.
• Durante le tre settimane, nuovi frammenti astrali sono caduti sull’isola di Fang. Uno in particolare si è schiantato nella zona di Bassomonte, villaggio natale di Amelia. L’informazione giunge tramite Thandor Fogliargento, mentore della ranger, che entra nella taverna per riferirle la notizia.
• Preoccupata, Amelia esprime il desiderio di recarsi a Bassomonte. Viene quindi discusso il tragitto:
La via più lunga ma sicura prevede di seguire la Strada delle Contrade Est fino a Fortevecchio, poi attraverso la Strada della Contea, attraversando Girandola e Granfrutteto, raggiungere il crocevia di Pescaria e Torrisella per poi proseguire fino a Bassomonte. Circa 300 km e 10–12 giorni di viaggio. La via più breve ma pericolosa invece, prevede l’attraversamento di terre selvagge prive di strade, attraversare la Valle degli Inquieti, costeggiando la Cordigliera Centrale e Bosconero fino al raggiungimento di Bassomonte. Ciò però avrebbe implicato attraversare un territorio pericoloso, dove Giganti delle colline e Arpie sarebbero stati soltanto alcuni tra i problemi in cui ci si sarebbe potuti imbattere.
• Viene scelta la strada lunga e sicura, ritenuta più saggia. Orlen è inizialmente restio a unirsi, ma viene convinto quando gli viene accennata la possibilità di trovare nuove bestie e ingredienti esotici nelle zone selvagge.
• La partenza avviene il giorno seguente. Il gruppo si mette in viaggio con il carretto e i due asinelli Porzia ed Ermenegildo. Amelia affida il cucciolo di cinghiale cresta-rossa al suo mentore Dudù, in sua assenza.
• Il gruppo viaggia per circa 30 km lungo la Strada delle Contrade Est, attraversando un paesaggio boscoso fiancheggiato da Boscombroso e Boscoverde.
• Quella notte trovano ospitalità nel Villaggio di Verdirame, abitato da elfi silvani e mezzelfi. Naeven è accolto con calore dai druidi locali del Circolo della Luna, confratelli presso cui si è formato.
• Il giorno seguente, la compagnia lascia Verdirame e prosegue lungo la strada. Dopo altri 70 km, raggiungono Fortevecchio, una grande struttura fortificata situata in una radura che funge da crocevia fra Torrefronda, il Granducato di Fang e la Contea dei Mezzuomini.
• I cancelli sono aperti durante il giorno, e i PG si sottopongono ai controlli prima di proseguire all’interno della fortezza. Il loro viaggio continua… (Continua)



