La Chiacchiera del Vicolo
Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim
La compagnia dei NANI, formata da
Marco B. nel ruolo di Lea, la letale mamma elfa dalle tecniche marziali del lontano oriente
David B. nel ruolo di Otto, il piccolo halfling dalle dita fatate e l’occhio di falco
Davide B. nel ruolo del vecchio Tobia, anziano gnomo incantatore amante della natura
Roberto G. nel ruolo di Rosaspina detta biancaneve, l’avvenente e letale mezzelfa paladina
Andrea G. nel ruolo di Gammark, l’iracondo mezzorco barbaro dai riflessi ferini e la forza sovraumana.
Gli eroi fanno ritorno al castello di Zirith, dove Zagrav è costretto a chiederle aiuto come ordinatogli dal sovrintendente Goram. La matrona drow afferma che la capitale Saranis’Shiless è un luogo pericoloso persino per i drow: le famiglie per scalare la gerarchia si fanno la guerra in continuazione in una continua opera di pulizia per scalzare quelle ritenute più ‘deboli’ o non più ‘all’altezza’.
Zirith tuttavia, decide di donare le sue preziose Cinte delle Sembianze al gruppo ad una condizione: se qualcuno dovesse mettere in discussione il potere della sua famiglia, dovrà essere eliminato per ripristinare l’ordine.
Accettato l’accordo, gli eroi indossano le cinte che li tramutano in matrone drow a loro volta. Nessuno si permetterà di dubitare di loro, ma il simbolo della famiglia Zirith potrebbe attirare sguardi indiscreti. In ogni caso, i maschi drow saranno una fonte inesauribile di informazioni, in quanto società saldamente matriarcale come tutti gli insediamenti drow.
Zirith asserisce che raggiungere Saranis’Shiless dal sottosuolo sarebbe lungo e periglioso, per cui decide di adoperare le rune di teletrasporto che usa per entrare e uscire dalla capitale. Gli eroi appaiono così su una delle balconate delle nere torri dell’enorme insediamento drow, iniziano le loro indagini su Zalizz e sulla sparizione di re Kalimath III.
Dopo aver confermato la validità dei loro nuovi aspetti, gli Agenti della Folgore interrogano un elfo scuro che gli rivela dettagli interessanti: la voce del rapimento di Kalimath si è già diffusa, ma è nel Quartiere dei Reietti che i festeggiamenti si protraggono ormai da troppo. Quel luogo è abitato infatti da tutti quei membri delle famiglie distrutte, sterminate e tolte di mezzo. Si tratta di bassifondi in cui i sopravvissuti abitano da sempre.
Nel tentativo di raggiungere quella parte della città, gli eroi incappano nella tenuta distrutta di una famiglia in cui una battaglia sembra essersi consumata da pochi giorni appena. Tra le macerie, appaiono i membri belligeranti della famiglia Radavas che, riconosciuto il simbolo della famiglia Zirith, dichiarano di volersene sbarazzare una volta per tutte: la battaglia, è inevitabile.