EmnoTork-“Ciò che non c’è più”-Sessione 50 – 15/12/2023

CHIACCHERA DEL VICOLO:

Sta lì Minosse e orribilmente ringhia,

Esamina le colpe di una e dell’altra

Giudica e manda secondo quante volte si avvinghia

“Voci nel Sottosuolo”

VOCI DALLA FORESTA:

Alessandro nei panni di Vazir: Umano Guerriero Mistico

Enrico nei panni di Salcaren: Tiefling Barbaro Cammino Totemico

Nicola nei panni di Erdan: Elfo dei Boschi Ranger Maestro delle Bestie

Alessandro S. nei panni di Aerandil: Elfo Alto Mago Cantore della Lama

Yasmine nei panni di Sémiri: Aaracokra Druida Circolo della Luna

Sebastiano nei panni di Amorth: Nano Chierico del Crepuscolo e Druido Cicolo delle Stelle

Tramite un riposo breve il gruppo riprende fiato dal primo scontro, per poi scendere attraverso un labirintico intersecarsi di piani in roccia. Alla base di questi pare esserci una vera e propria città abbandonata con alla base di questa dell’acqua salata. Non ci vuole molto prima che si notino svariati tentacoli muoversi tra le strutture, fino a raggiungere il centro di tutto dove ancora una volta compare la gigantesca figura ormai associata al nome di Minosse, meglio organizzato per affrontare correttamente il gruppo in una sfida all’interno della sua tana.

Lo scontro è lungo e parecchio complesso anche a causa della continua rigenerazione del nemico, Salcaren e Vazir si ritrovano banditi temporaneamente all’interno di un labirinto guidati solamente dal simbolo sacro di Okna portato in mano da Vazir che come un filo guidato dalla divinità porta verso l’uscita. Dall’altra parte Sémiri pone fine alle cure nemiche sciogliendo la corona di metallo sulla testa dell’abominio mentre Padre Amorth sostiene lo scontro fornendo massicce quantità di cure. La maggior parte dei danni continua a provenire da Erdan che compare e scompare tra le ombre in modo che i tentacoli nemici non lo colpiscano. La piega in favore del gruppo avviene con la ricomparsa dei due guerrieri che scalano il titanico corpo del nemico assieme ad Aerandil accecando e bruciando dall’interno la sua dura pelle.

Finché un ultimo colpo di fulmine della druida divide il corpo polipesco lasciando che questo scivolo sventrato nell’acqua.

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