Emnotork: “Acque Nere” – Sessione 1 (26/04/2023)

La Chiacchiera del Vicolo,
Emno-Tork,
Lande delle Nebbie, Regno di Sale Nero,
Città di Porto Sale Bianco

Testimonianza di:

“Vecchia Lampada” Jedediah,
Guardiano del Faro di Porto Sale Bianco,
Marinaio in congedo, saggio per alcuni, pazzo ubriacone per altri.

Corpo di mille baleniere,

che mi scoppiasse un ascesso se siete rozzi, villani e maleducati! Proprio così! Vi apprestate a me senza nemmeno presentarvi e per di più, mi iniziate un discorso mal digerito. Ma vi pare normale avvicinarvi a uno che non conoscete chiedendogli “Sei tu Vecchia Lampada Jedediah?” senza un buongiorno o buonasera, senza uno stralcio di presentazione…ditemi un po’, giovanotti, ma con chi vi credete di avere a che fare? Con vostro nonno forse? Eh, no, decisamente no, perché se fossi stato vostro nonno vi avrei mollato tanti di quei calci nel culo che per ripigliarmi lo stivale avrei dovuto farvi ingurgitare olio di ricino per un anno. E comunque, “Vecchia Lampada” mi ci chiamano soltanto due tipologie di persone: gli amici e le guardie cittadine quando mi svegliano la mattina intimandomi di lasciargli libera la cella perché non c’è spazio per gli ubriaconi. Come se mi fossi mai ubriacato poi! Puah! Che branco di pezzenti ingrati! Lasciamo stare, che è meglio. Torniamo a noi. Per chiamarmi “Vecchia Lampada” ve lo dovete meritare e fino ad allora, io sono il “Signor Jedediah” per voialtri. Perfetto, scuse accettate ma diciamo che mi riuscirà più facile perdonarvi, se oltre alle scuse ci aggiungete anche un bicchierino di qualcosa di forte, come ad esempio un buon di whisky torbato e magari invecchiato di diciotto anni come piace a me! Adesso sì che si ragiona. Molto bene, ricominciamo d’accapo.
Sono io Jedediah; guardiano del faro di Porto Sale Bianco da ventisette anni oramai. Ho passato quarantadue anni di onorevole servizio presso la marina reale di Sale nero e posso dire di aver navigato tutte le acque da nord a sud! Ho visitato le splendide isole Sei-Derin ed ho navigato oltre, fino al Mar degli Spiriti presso le coste della mitica città di Velen. Ho visto le isole del Capriccio di Gibbler e sono stato nella misteriosa Isola di Fang, due settimane di navigazione a sud di Emno-Tork. Una volta ho visitato anche Illica, ma onestamente non fa per me. Culture troppo diverse.
Piuttosto, vedo che siete nuovi di qui. E’ la prima volta che visitate Porto Sale Bianco? Oh, nulla a che vedere con la capitale del regno, Porto Sale Nero. Cioè, nel senso che Sale Nero fa schifo al vomito, Porto Sale Bianco è decisamente molto, ma molto più carina. Si, come no! Vi sto pigliando per i fondelli, ma cos’avete nel cervello, il lampredotto di un bovino? E’ un buco di letame Porto Sale Bianco, ma quanto meno è casa. Cosa posso dirvi sulla mia città natale? Qui si campa di pesca e commercio, e ancora pesca e ancora più commercio. Umani, halfling e nani delle colline vivono piuttosto pacificamente, e lo dico veramente per modo di dire dato che a quanto pare i lussi migliori ce li siamo presi tutti noi. Poveracci, mi meraviglio che le razze basse non ci abbiano mandato ancora a quel paese. I nani soprattutto, dato che praticamente Porto Sale Bianco l’hanno costruita loro. Sapete perché questa città si chiama così? In onore del clan nanico dei Salebianco, che è responsabile della costruzione di due terzi degli edifici della città, tra cui Castel Vorrel.
In pratica, poco più di tre secoli fa, i Vorrel hanno reclamato questa terra assumendo alcuni clan nanici incaricati di individuare aree fertili e ricche di risorse minerarie. I Salebianco individuarono la cava di sale e vene di argento e ferro nel sottosuolo della baia.  Da lì nacque un insediamento che successivamente si estese in villaggio, da villaggio a paese e da paese, alla cittadella di novemila abitanti che conosciamo oggi. La città vive di commercio e se gode di una buona posizione economica, lo si deve soprattutto alle attività mercantili gestite proprio dai Vorrel. Eh si, i Vannis saranno pure la famiglia reale, ma qui a Sale Bianco sono i Vorrel a contare davvero. Anche se questo, la Chiesa dei Profondi Abissi potrebbe non condividerlo con lo stesso entusiasmo. Sarà forse per questo che hanno così insistito affinché anche qui venisse istituita una piccola sede dell’Inquisizione. Eh si, i loro uffici si trovano proprio presso l’Ambasciata Sale Nero. Tuttora stanno insistendo affinché il Barone conceda loro una struttura propria, ma a quanto pare il vecchio Erasmus si sta divertendo a fargli venire i travasi di bile nel negargli continuamente certe richieste. D’altronde si sa; i Vorrel sono piuttosto taccagni. Piuttosto, a proposito di Inquisizione, avete saputo? La Chiesa dei Profondi Abissi ha ottenuto dei fondi reali affinché venissero formate delle Compagnie di Specialisti il cui scopo è quello di lavorare per gli interessi del regno. In particolare, il Barone Vorrel sembra aver voluto questa cosa, anche se non ho ancora capito perché. Comunque, conosco alcuni dei giovanotti di questo nuovo gruppo che si è formato in città. Parlo dei giovani Baliano  e William Vorrel. Esatto, sono due dei sei figli del Barone Erasmus. Due tipi davvero interessanti; Baliano è stato prigioniero dei pirati per anni e a quanto pare, laggiù fu costretto a combattere in arena. E’ stato una fortuna che la sua famiglia lo abbia salvato alla fine. Ma ancor più interessante è suo fratello; se vi è giunta voce del fatto che Erasmus Vorrel abbia un figlio mezzelfo illegittimo…beh, avete sentito giusto. Proprio l’anno scorso lo ha riconosciuto come figlio e così, il giovane William si è beccato il diritto di chiamarsi “Vorrel” di conogme. Bel contentino. Sono comunque certo che sentiremo parlare anche di lui; so che è tornato di recente da Numasor, dove è stato insignito come Guerriero Sacro al servizio del Dio della Sacra Folgore. Come? Chi sono gli altri membri del gruppo? Abbiamo Magda Salebianco, sacerdotessa dei Profondi Abissi e del Re dei Tritoni, nonché figlia del Patriarca dei Salebianco. Gli altri tre tipi non li conosco, onestamente. Uno è un certo Duncan qualcosa, il cognome non l’ho capito sinceramente  e non so bene cosa faccia ma da come va in giro vestito ho idea si tratti di uno scriba o di uno di quei topi di biblioteca che passano la vita con la testa china sui libri. Poi abbiamo una tizia che a guardarla la vedrei bene ovunque, tranne in un gruppo di mercenari al servizio di una nobile famiglia. Anzi, a dirla tutta, la vedrei meglio in un bordello. In fine c’è quel tipetto arrogante, Venerio, un cantastorie di cui ho sentito parlare qualche volta, un tipetto con la lingua piuttosto tagliente. Non so altro su di loro, ma posso dirvi che già oggi si sono imbarcati per la loro prima operazione. In pratica, questa mattina io stesso ho avvistato una nave andare alla deriva a circa una decina di miglia dalla costa; parlo della Lampreda Volante, una delle giunche mercantili di proprietà dei Vorrel. Le nebbie se la sono presa e così il suo equipaggio, date retta a me. Perché dico questo? Perché non ho visto nessuna scialuppa abbandonare la nave e sbarcare a terra. Nessun membro dell’equipaggio è stato avvistato, né un cadavere, né un corpo, né niente di niente. Quindi la soluzione è una sola; la nebbia se li è presi e se non ci ha pensato la nebbia, c’ha pensato i Profondi. I Profondi sanno tutto, il mare è il loro dominio e bisogna sempre rispettare il loro dominio. Quella nana al servizio di Malvar dovrebbe saperlo bene e spero davvero che sappia guidare bene quel gruppo di scapestrati. Li ho incontrati un paio d’ore fa che stavano per andare ad indagare proprio sulla nave; a quanto pare l’Alto Mercante della confraternita dei mercanti, nonché proprietario della nave, li ha assoldati per risolvere questo mistero. Volete sapere cosa penso? Se non li vediamo tornare per il tramonto, allora non torneranno affatto. Significherà che le nebbie si saranno prese anche loro. Soltanto il tempo ci dirà se questi giovanotti sono davvero delle promesse per un futuro glorioso e luminoso, oppure fuochi di paglia pronti ad estinguersi al primo soffio di vento. Adesso, versatemi da bere che ho sete; alla salute delle donne con le gambe storte!  

La Compagnia di Sale Bianco:

(MATTEO L. nel ruolo di):
Baliano Vorrel,
giovane guerriero di nobile stirpe, ha passato gli ultimi sei anni come prigioniero dei pirati delle Isole delle Lacrime, dove è stato costretto a combattere come schiavo gladiatore.
Aiutato da suo fratello William ad ottenere la libertà a fil di spada, ora combatte per nobili ideali come la famiglia, l’onore e la giustizia.
(ANDREA A. nella parte di):
William Larrange Vorrel,
nobile paladino consacrato a Weinal, Dio della Folgore e della Giustizia, questo giovane mezzelfo è nato da un rapporto clandestino tra il nobile padre umano ed una elfo di ignote origini. La sua fede lo spinge a battersi, non solo per la giustizia, ma anche per dimostrare al padre di essere degno di essere suo figlio.
(DAVE V. interpreta):
Duncan Lochtwain,
un silenzioso e discreto studioso di arti magiche ed occulte, la cui vita ed i cui interessi non hanno conosciuto altro se non studio, libri e sapere accademico.
(GIACOMO Z. è l’alterego di):
Carnil la Rossa,
una giovanissima ladra che sfrutta la sua bellezza, le sue capacità elusive e la sua professione da prostituta per raggiungere i propri scopi.
(MONIA P. burattinaia di):
Magda Salebianco,
primogenita del patriarca di un illustre clan locale, questa nana delle colline con un passato marinaresco dedica la sua vita a servire il mare e la Chiesa dei Profondi Abissi come Chierica di Malvar, il Dio del Mare e Re dei Tritoni.
(RENATO L. nel ruolo di):
Venerio Vega,
un giovane bardo edonista ed opportunista, con un passato da cortigiano e l’ossessione di diventare nobile patrizio,
pronto a raggiungere il proprio obiettivo a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo, non importa quale esso sia.

METAGAME:

  • Città di Porto Sale Bianco, Regno di Sale Nero presso le Lande delle Nebbie, continente di Emno-Tork sud-orientale. Porto Sale Bianco è una città marittima con una storia tanto breve quanto intensa e ramificata. Un gruppo di giovani mercenari assoldati dalla Santa Inquisizione della Chiesa dei Profondi Abissi, è stato appena formato per volontà di sua altezza il Barone Erasmus Vorrel, con lo scopo di salvaguardare l’interesse del Regno e della Chiesa delle Sacre Acque contro i nemici che ne minaccino la stabilità.
  • In una fredda mattina, la Compagnia di Salebianco viene chiamata dall’Alto Mercante della Confraternita dei Mercanti, lord Amalius Vorrel per una questione molto delicata. La sera prima, sarebbe dovuta attraccare in città la Lampreda Volante, una giunca mercantile di proprietà dei Vorrel che avrebbe dovuto portare un carico piuttosto prezioso ed importante. Al di là del ritardo della consegna, in mattinata il Guardiano del faro ha avvistato la nave andare alla deriva ad alcune miglia dalla costa. Nessun membro dell’equipaggio è stato avvistato, né in mare, né arrivare a terra e tutto ciò sta seriamente preoccupando l’Alto Mercante. I protagonisti vengono assoldati per recarsi in loco, indagare su ciò che è successo e far si che il carico sia recuperato.
  • Dopo alcuni tentativi (falliti) di ottenere un pagamento anticipato, alla fine il gruppo accetta il lavoro e, dopo una chiacchierata a riguardo, si revano al porto dove recuperano un’imbarcazione concessagli proprio calla Confraternita dei Mercanti, la quale permetterà loro di raggiungere la nave.
  • Una volta in barca (condotta da Magda, la sacerdotessa di Malvar con un passato da marinaia), il gruppo raggiunge l’isola del Grande Faro dove hanno modo di parlare con “Vecchia Lampada” Jedediah, il guardiano del faro. Vecchio, un po’ matto e decisamente ubriaco, l’uomo assilla il gruppo con le sue storie sulle superstizioni tipiche di un uomo di mare, ma tra il suo farfugliare il gruppo capisce una cosa; a quanto sembra, l’equipaggio della Lampreda Volante sembra essersi volatilizzato nel nulla e qualcosa di terribile deve essergli accaduto.
  • Il gruppo infine raggiunge la Lampreda Verde, riuscendo ad agganciare la barca alla nave e risalire quest’ultima lungo una fiancata, fino a raggiungere il ponte di coperta (deserto). Entrando prima nel Castello di Poppa e, poi giù nel ponte di sottocoperta, il gruppo si ritrova davanti uno spettacolo raccapricciante, con gli ambienti interni imbrattati di sangue, con chiari segni di violenze ovunque ed alcuni cadaveri in avanzato stato di putrefazione.
  • I cadaveri si risvegliano, rivelandosi essere zombi non morti che assalgono i PG. Inizia subito uno scontro relativamente rapido durante il quale i PG eliminano i due zombi senza problemi, ma soltanto per doversi ritrovare poco dopo ad affrontare altri. Poco più avanti infatti, apriranno una stanza nella quale ci saranno ad accoglierli un cadavere scheletrico insanguinato ed altri due zombie putrefatti.
  • L’esplorazione prosegue. I protagonisti avanzano di stanza in stanza, esplorando gli alloggi dell’equipaggio ed imbattendosi in corpi mutilati, scuoiati, fatti a pezzi, eviscerati, come se fossero stati sbranati da bestie fameliche. Ad una analisi più attenta da parte della guaritrice del gruppo, i PG scoprono che i corpi sono stati in parte mangiati.
  • Il gruppo raggiunge la stiva, dove dovranno sostenere un altro scontro con altri non morti, tra cadaveri scheletrici ed altri zombi purulenti. I non morti sono pericolosi, sia William che Baliano riporteranno diverse ferite. Nonostante ciò, tra le loro capacità marziali, la magia di Duncan, il martello di Magda e le frecce scagliate dall’arco di Carnil e la balestra di Venerio, alla fine i protagonisti riescono ad eliminare ogni minaccia.
  • L’esplorazione prosegue ed i PG esaminano alcuni forzieri tra i numerosi presenti nella stiva, che trabocca del carico della nave. Tra le varie cose, i PG trovano alcuni forzieri contenenti lingotti di ferro. Mentre sono ancora impegnati ad esplorare odono un urlo terrificante provenire da qualche parte della stiva. Chi lo avrà emesso? Che ci siano sopravvissuti? Lo scopriremo nel prossimo episodio.

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