Chiacchiera del Vicolo
Giacomo A. – Remos
Federico P. – Alarielle
Lorenzo – Norin
Chiacchiera del Vicolo
Bocca del Titano
Nell’esplorazione il gruppo si trova vicino Kargrand. Fermati da alcuni mercanti che trasportano un’enorme cassa di metallo, vengono aiutati nel riparare il carretto. Il gruppo riparte e si ritrova ad una locanda di strada: lì Norin commette un bel furto tirando giù dalla finestra un comodino per distrarre l’oste e gli altri avventori, tra cui c’è un cavaliere con due tiefling legati ad una catena che sta portando alla miniera. Ottengono inoltre un libro intitolato “Sette Novelle delle Terre dei Vulcani” scritto da un amico di un certo Mokkan, che pagano circa venti monete d’oro. Questo libro parla di un tiefling, un mezzodemone, che volando nel cielo libera i suoi simili.
Comunque sia la notte passa senza troppi problemi e il giorno seguente si riparte. La partenza viene interrotta a metà strada da due lupi che assaltano il gruppo per mangiare i cavalli. Ma questi lupi sono strani, sono mutati dal gelo. È chiaro che questo clima sta sconvolgendo anche il mondo naturale. Il mondo naturale che la Congrega tenta di preservare.
Arrivati alla miniera dove devono bloccare gli scavi, le Scaglie d’Argento si rendono conto del fatto che gli scavi sono già interrotti. Corpi dilaniati e schizzi di sangue ovunque preannunciano qualcosa di tremendo.
Dal fondo della cava un possente demone alato si erge in tutta la sua altezza: Kudram, un tempo chiamato Mageddon, ha fatto a pezzi i soldati di Kargrand che presidiavano la cava e ha liberato tutti i minatori, tra cui c’erano alcuni tiefling presi come schiavi.
Il gruppo risolve il problema della miniera scoprendo che al suo interno c’era un elementale dell’acqua (chiamato “Spirito Kolok” dalla gente del posto) intrappolato. Quindi le Scaglie fanno saltare tutta la miniera e, forse, lo salvano. Con somma gioia del gruppo, la miniera ora è inservibile.
Per riposare e continuare il viaggio, il gruppo si ferma a Sulfura, un villaggio sul Lago Sulfureo. Gli abitanti di questo luogo hanno molto a cuore lo “Spirito Kolok” e gli hanno dedicato un altarino dopo che ha salvato una bambina dall’annegare nell’acqua del fiume. Un tempo meta di villeggiatura della famiglia reale di Kargrand, è ora un paesino quasi inattivo, impoverito dalla mancanza di visitatori. Qui il gruppo, grazie ad Alarielle, riesce a richiamare Berta, nonostante gli abitanti del paese suggeriscano che per richiamare la Congrega sia necessario “donare l’udito”, cioè tagliarsi un orecchio.
Berta svela che il cristallo runico rosso è probabilmente custodito dal Signore della Fiamma, il custode di un faro elementale (uno dei pochissimi rimasti) che si trova alle Dita di Vorrath. Inoltre suggerisce che questo tiefling di nome Mageddon si sia “fuso” a Kudram, un potente demone, per poter fare quello che ha fatto.
Mentre il gruppo se ne va dal paese, vede gli Epuratori distruggere l’altare dedicato a Kolok e dirigersi in paese, battendo porta per porta per cercare i colpevoli della strage della miniera.
“Sono asceso per spezzare le catene degli indifesi. Possono chiamarmi mostro, diavolo, o demone, ma non importa: i deboli saranno salvati e la mia ira si abbatterà sugli oppressori, fino alla fine dei tempi.”