Chiacchiera del Vicolo
Alfonso C. – Teo, detto Leo, Teodoro, Teoforo, Doroteo, Alteo, Mateo
Lorenzo C. – Celeo
Luca B. – Ian
Sergio P. – Murzill
Riccardo S. – Bruttor
Filippo C. – Zora
La situazione è disperata, ma un garzone arrivato da poco mette confusione e fa perdere tempo ad Amir, permettendo al gruppo di fare quello che deve.
Il Demone della Fiamma si è risvegliato e Amir sembra intenzionato al tutto per tutto per controllarlo. Infatti fa fatica a tenerlo sotto controllo anche solo quando gli si distoglie lo sguardo per colpa della nebbia. Lo scontro va avanti in modo imprevedibile: Murzill intuisce che sfondando le ampolle di liquido refrigerante poteva mettere in difficoltà il Demone della Fiamma, così è stato!
Il demone si è infatti stordito. Peccato che questi servano per raffreddare il terreno sottostante. La torre comincia a sprofondare e mentre Amir, sconfitto, muore, Ian cade di sotto e, appresso a lui, cadono anche Murzill e Celeo, con Dorian.
Con le sue ultime parole, Amir spiega che ha fatto tutto questo (il patto con l’Eretico, l’evocazione del demone e l’allontanamento di Kjaer) per permettere ad Amelia di diventare più forte, di ottenere il potere necessario per riportare la famiglia agli antichi fasti, per soverchiare Viktor e ridare l’indipendenza di un tempo a tutti quanti.
Il combattimento termina e il gruppo esce in fretta e furia: nella cripta e nel giardino antichi combattenti si stanno risvegliando, per colpa del Secondo Cavaliere, come spiegato da Teo, la vera identità del garzone che ha combattuto col gruppo.
Una volta fuori si riposa e Dorian, purtroppo, muore tra le mani di Zora, che dopo aver fatto un sogno in cui ha visto una versione femminile dell’Eretico con un’altra donna, svela la sua vera identità e canta una famosa ballata di Valle Sulfura.
Celeo propone di andare a prendere degli Ignis e fa una sosta al mastro vetraio di Valle Sulfura per prendere delle fialette. Il mastro di valle sulfura spiega che il suo carico di sabbia nera dal porto si è bloccato per strada, ma non sa dove e dice che possono ricevere una bella ricompensa se glielo fanno arrivare.
Si riparte e dopo quattro giorni ci si ritrova in cima al vulcano che sovrasta Kargrand, lì, gli ignis, vengono raccolti da Ian. Quattro, per la precisione.
Peccato per l’arazzo.
“Possano i campi, verdi e lussureggianti
Portare lontano due giovani aitanti,
Dove fiorivan le rose sul nero terreno.
Ora non ci sei più, ma hai il volto sereno,
Di chi non sa cos’è la gloria o la fama,
Uno come te solo la pace reclama”