Giacomo A. – Remos
Federico P. – Alarielle
Lorenzo – Norin
Emanuele – Garil McLucianson
Mirko – Nikolay
Sergio – Murzill
Filippo – Zora
Riccardo – Bruttor
Luca – Ian Moone
Daniele – Neri
Raccontato da Balard, il Sapiente
Picco di Kendrath
I due gruppi si sono incontrati, dopo che Ian ha confermato al Circo di Zora, la sua compagnia, che Gerreos è l’eremita che stanno cercando e che sta emergendo proprio in quel momento.
Dopo una lunga chiacchierata che ha messo bene in mostra l’amicizia tra i due gruppi, Gerreos sale oltre l’entrata principale della città e spiega che il re è ancora malato e che non potrà allontanarsi dalla città per andare a cercare il giudice che il gruppo deve trovare. Tra le altre cose, lancia un incantesimo per localizzarlo, a quanto pare si trova vicino a Bocca del Titano.
Cerys, nel frattempo, suggerisce a tutti quanti che il Cristallo Runico Rosso potrebbe trovarsi in un luogo difeso strettamente da qualcuno di potente e le viene in mente la porta sotto la Cripta della magione Hethliff.
Decisi a partire, gli avventurieri si dividono: un gruppo andrà a rovistare nella magione per cercare un modo di aprire la porta della cripta, precedentemente inviolabile, mentre l’altro andrà a cercare il giudice Sadzac.
Sadzac era tenuto ostaggio da Pendras (che ha dato loro il nome di Kalcon per non farsi riconoscere), il consigliere del re di Bocca del Titano, il quale stava tentando di controllarne la mente per i suoi sporchi comodi. Una volta fuggito, il giudice è stato messo in salvo.
Dall’altra parte, alla magione, il gruppo ha esplorato passo passo le stanze, trovando una schiera di servitori non morti che ha avuto come culmine il Maggiordomo, il quale non ha avuto neanche il tempo di discutere: venendo stordito, gli è stato preso il documento che spiegava come aprire la porta della cripta.
A questo punto i gruppi si sono riuniti per portare Sadzac dall’eremita e poterlo guarire. Dopo lunghi minuti di attesa, Sadzac è salvo e spiega di aver visto chi ha attentato alla sua vita. Un mago dalla tunica arancione, che probabilmente presenzierà nuovamente al processo. Il giudice spiega ai due gruppi che muoversi è fondamentale: senza di lui il processo ai danni di Fondor e Taber sarà continuato e lui verrà sostituito da un giudice che probabilmente è in combutta con Sparviero. Tuttavia, avrà bisogno di testimoni per corroborare la sua tesi e scagionare gli innocenti.
A questo punto i gruppi si dividono nuovamente e mentre uno va a cercare i due testimoni, l’altro si prodiga per acciuffare Sparviero. Caso vuole che sia proprio lui la “chiave” per aprire la cripta di Hethliff.
Mentre il processo inizia, Sparviero appare dagli spalti, pronto a lanciare un incantesimo che possa uccidere Sadzac. Scoppia il panico e la gente comincia a scappare, ma nel gruppo hanno abbastanza presenza mentale da colpirlo alla spalla con un quadrello di balestra. Ora, inseguito e braccato, dona un po’ del suo sangue e viene arrestato.
Nel frattempo, il resto del gruppo si dirige alle sentine, dove erano stati avvistati i due testimoni, Feldan e Lutezio. Dopo aver assistito ad una fustigazione in pubblica piazza senza fare troppe storie, il gruppo si dirige alle prigioni, dove plausibilmente si trovano due individui accusati di falsa testimonianza. Tuttavia, la guardia carceraria afferma che hanno avuto l’ordine di spostarli alla Torre del Fuoco, davanti alla Sala del Concilio dove si trova la Grande Porta Sud per ordine del capofamiglia Meyker.
Mentre gli intrepidi eroi dell’inseguimento a sparviero tornano alla magione per aprire la cripta, altri valorosi combattenti si ritrovano in una trappola, ma andiamo con ordine.
Il sotterraneo della magione custodiva i segreti di Hethliff: un vampiro, che ha risvegliato dei non-morti per combattere al suo fianco e ha rubato il Cristallo Runico Rosso per motivi non chiari. Dopo essersi dileggiato nello sbeffeggiare le sue prede, si lancia all’attacco e lo scontro è tanto brutale quanto faticoso. Alla fine, gli avventurieri hanno la meglio e recuperano il cristallo.
Davanti alla Grande Porta Sud, i due testimoni vengono trovati morti e il capofamiglia dei Meyker si rivela essere il Secondo Cavaliere, Nezach. Lo scontro è feroce e letale e a pagarne il prezzo è il gattone di Neri, che viene fatto a pezzi. Tuttavia, Nezach ha la peggio e viene abbattuto, diventando sottile polvere di ghiaccio. Un’ultima, agghiacciante frase, rivela un cupo destino ai suoi avversari.
Tornati tutti a Pietranera, i gruppi assistono al processo che li scagiona: le taglie di ricerca vengono sollevate (tranne quella di Murzill, per qualche motivo) e anche se qualcuno tra di loro si gratta la testa per i pidocchi, la situazione è al sicuro. Un testimone sconosciuto, in particolare, porta l’ago della bilancia dalla parte degli eroi e confuta le tesi delle famiglie avverse all’indipendenza di Porto Pietranera. Fondor e Taber vengono assolti e, quella stessa notte, viene data una gran festa. Purtroppo, però, le feste finiscono e mentre il Circo di Zora rimane a Pietranera per sbrigare delle faccende, le Scaglie d’Argento tornano a Picco di Kendrath per riportare il Cristallo al suo proprietario, il re.