6° Sole della Culla di Ohfnar, 291° Ciclo della IV Era, secondo i Monaci del Vissuto.
30 di Quotar 1415, secondo il Calendario del Demiurgo.
“Stanno davvero tutti immobili ad osservare ciò che sta accadendo nelle terre di Drumanister? Davvero da Forte Raduno nessuno ha battuto i pugni sul tavolo pretendendo che i templi e le altre città stato reagissero a questa terribile invasione? Non si tratta di una semplice guerra, che con la morte dei soldati che la animano riempie le casse dei potenti che li hanno vestiti ed armati. Si tratta del meticoloso lavoro di un uomo competente nella demonologia, coadiuvato da uomini colti che si sono arricchiti mettendo al suo servizio le loro abilità.”
Goenim Fenis, Docente di Abiurazione presso l’Accademia di Mirvantes
Francesco Bertin nel ruolo di Ophyvire
Marco Bizzotto nel ruolo di Luthor Sirron
Alessio De Matteis nel ruolo di Tehmenos
Stefano Guglielmi nel ruolo di Niefel Snow
Federico Peruzzo nel ruolo di Davros
Carlo Zanetti nel ruolo di Mastro Canellus
-Il viaggio verso il villaggio di Haden è proseguito e proprio mentre i nostri cominciavano a cedere al gelo, le gambe rigide, sono entrati in una zona dove un’innaturale tepore aveva impedito alla neve di posarsi ed al gelo di cingere Haden. Raggiunti da una freccia scagliata come monito, hanno visto sporgere un uomo dalla boscaglia. Il volto coperto di cicatrici, ha negato loro la protezione di Haden, invitandoli ad andarsene.
-Mentre tentavano senza successo di convincerlo, una giovane donna si è avvicinata, rendendo subito chiaro che era lei al comando. Ha scrutato la grande alce tornare nell’aspetto di Niefel e dopo aver notato il simbolo sacro di Luthor, ha invitato il gruppo a seguirla al villaggio. Abitato solo da uomini armati, l’hanno attraversato seguendo la giovane in un edificio. Presentatasi come Isira Bilvares, la giovane ha dichiarato di aver riconosciuto Luthor dalle descrizioni di una comune amica, la paladina Katrine. Ritenendo il loro arrivo provvidenziale, ha parlato loro di suo zio Gheoff e di come fosse in viaggio verso Nord per tornare a Durristana. Aveva consegnato una pietra, contenente le informazioni raccolte a Drumanister, ad un gruppo di bizzarri avventurieri. Abbandonata l’idea di muoversi verso Nord, Isira aveva deciso di unirsi alla resistenza di Drumanister dopo aver ricevuto la notizia che questa era capeggiata da Nalidra Magter, la nipote del governatore.
-Vedendo il sole calare alla finestra e ricevuta sollecitazione da Sawor, l’uomo che aveva accolto il gruppo, Isira ha chiesto ai presenti di seguirla all’esterno. Lì, gli altri uomini presenti avevano le armi in pugno e fissavano il pozzo di Haden. Proprio da esso, una sagoma umanoide ha cominciato a sporgere. Un alto uomo incappucciato dalla pelle pallidissima ha cominciato ad apostrofare Isira con la voce degli stessi abissi. Dopo averle chiesto se avesse deciso, ella ha chiesto un altro Sole di tempo. L’uomo stava per calarsi nel pozzo, quando ha notato il simbolo sacro di Luthor. Parlando di un patto che si era ormai rotto, lo sconosciuto ha dichiarato che finalmente avrebbe preso la vita di Isira.
-Lo scontro è cominciato, quando l’uomo è sparito dentro il pozzo e una serie di tentacoli ha cominciato ad emergere dal suolo. I nostri li hanno combattuti a mano a mano che spuntavano, mentre Luthor e Davros si concentravano sulla massa di tentacoli che fuoriusciva dal pozzo. Dopo che alcuni uomini di Isira sono caduti, gli abissi sono sorti dai loro corpi trasformandoli in bocche circolari che spuntavano da brulicanti masse di tentacoli. Distrutte tutte le emanazioni, i tentacoli nel pozzo sono scomparsi e Luthor si è trovato a precipitare nel suo maleodorante fondo.
-Sawor ha pianto i caduti, poi tutti loro sono rientrati nell’edificio. Isira, che si era rifugiata nella carrozza su indicazione di Ophyvire, si è ripresa dal terrore che l’aveva cinta ed ha iniziato a raccontare ciò che sapeva. Suo zio Gheoff si era allontanato senza preavviso, sapendo che lei avrebbe fatto di tutto per accompagnarlo. L’unica cosa che aveva lasciato dietro di sé era una lettera per Isira, dove scriveva che non avrebbe dovuto avere paura e che se “colui che cammina nel grano” fosse giunto, avrebbe solo dovuto chiedere un altro Sole di tempo. Così lei aveva fatto per tre soli, fino a quel momento.
-L’intenzione era quella di raggiungere il tempio di Ulthar a Tagdar, che secondo il nano gioielliere Yadar era l’unico posto sicuro rimasto in città. Haden era al riparo dal gelo grazie alla Torcia di Halem, un oggetto portato da Durristana che stava però esaurendo la sua efficacia. Tra i molti rifugiati adelvillaggio, lì condotti da Isira, suo zio ed i loro uomini, uno di essi entrava nell’edificio in quel momento. Il giovane Hareld, del villaggio di Norud, aveva riconosciuto alcuni di loro ed avvicinandosi a Niefel gli ha confessato di aver sognato la donna dai capelli bianchi…