AESIRIA, “LA TORRE LEGGERA”, sessione 90 del 28/08/2023

Luca Basso nel ruolo di Elagorn
Ferdinando Marino nel ruolo di San Raal
Matteo Marostica nel ruolo di Chatànglas
Emil Johan Majani nel ruolo di Dulraen Elding
Davide Emanuele Petarle nel ruolo di Albion

-Davanti alla creatura, i nostri hanno cominciato a porre domande su cosa si celasse alle sue spalle e come raggiungere i luoghi di loro interesse. Un frammento della Biblioteca di Goliander conteneva tutto il potere del Ladro di Nomi, la sua tana non era distante e così il corpo di Dubak Shamala, il signore dei vermi che portava con sé la decima moneta di Athburtaras.

-Davanti al fiammeggiante portale i nostri hanno in fine deciso di attraversarlo, non sapendo dove fosse il passaggio che molti cicli prima aveva condotto gli elfi delle sabbie in un disperato assalto contro il Ladro di Nomi. Mentre San eseguiva le ultime ricerche di natura arcana e Dulraen poneva altre domande alla figura elementale, Chatànglas esplorava l’oasi. Le sue ricerche portavano alla consapevolezza di essere in una sorta di cratere, formato dalla caduta di un enorme oggetto molto tempo prima. Immediatamente, l’elfo si è tuffato nell’acqua. San preparava un incantesimo atto a scrutarne il fondale e la sua sonda seguiva il compagno sott’acqua.

-Entrambi si rendevano presto conto che il fondo della polla era costituito da rocce incastrate una sopra l’altra e che una fenditura tra di esse portava a procedere verso il basso. Prima di risalire a riprendere fiato, Chatànglas ha notato l’allargarsi del passaggio, fino a diventare un tunnel verticale dalle pareti quasi completamente lisce. Tornati in superficie, i nostri si sono organizzati per procedere in quello che ritenevano essere il passaggio usato in passato dagli elfi.

-Provvisti di branchie grazie alla magia di Dulraen, gli avventurieri si sono tuffati nella polla ed hanno nuotato verso il basso per svariati minuti. In fine sono riemersi dalla parte opposta come se la gravità, durante il tragitto, si fosse invertita. Ritrovatisi in una enorme grotta, hanno presto tentato di ambientarsi. Elagorn ha notato tracce che hanno presto cominciato a seguire e dopo aver attraversato parte dell’immensa grotta, illuminata da strane vene di minerale che spuntavano dalla sua volta, sono stati raggiunti da una voce.

-Un elfo delle sabbie, amichevole dopo una iniziale diffidenza, parlava loro della pietra caduta dal cielo, attorno alla quale il suo popolo aveva trovato prosperità. Il Ladro di Nomi, però, danneggiò il tempio che gli uomini avevano edificato per contenere il Nodo Planare che minacciava il Piano Materiale. Il calore del Piano del Fuoco consumò le oasi degli elfi, che tentarono di raggiungere il tempio per restaurarne le sette vasche. Morirono tutti nel tentativo e anche Dubak Shamala, dopo che il drago ne divorò il nome, morì sotto il deserto. L’elfo ha accettato di condurre il gruppo ai resti del tempio, sperando che loro riuscissero nel tentativo di fermare il drago. Prima di andare, Chatànglas ha accettato di consegnare la propria arma all’elfo. Le doppie scimitarre dei due elfi si sono trasformate in serpenti ed hanno cominciato a sibilare tra loro. A Chatànglas è stata consegnata quella dell’elfo delle sabbie, il quale ha tenuto la sua. A dire del misterioso abitante della grotta, era loro desiderio scambiarsi le mani che le impugnavano.

-Raggiunto il crollo nel quale sfumavano l’umida grotta e l’antico tempio, i nostri hanno cominciato a percorrere un tunnel. Giunti ad una svolta, hanno udito lamenti e sussurri mischiati alla corrente che attraversava il sotterraneo. Delle ombre si staccavano dal buio, chiedendo aiuto nella lingua degli elfi e muovendosi minacciosamente verso i nostri…

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