AESIRIA – “LA TORRE LEGGERA” – sessione 81 – 22/05/2023

Luca Basso nel ruolo di Elagorn
Ferdinando Marino nel ruolo di San Raal
Matteo Marostica nel ruolo di Chatànglas
Emil Johan Majani nel ruolo di Dulraen Elding
Davide Emanuele Petarle nel ruolo di Albion

-Il dialogo tra Dulraen ed il suo prigioniero è stato mono direzionale, il topo ad annuire mentre Dulraen gli proponeva di essere libero, ma al suo fianco come alleato. Quando Dulraen è uscito dall’anello, San Raal ha espresso il suo disappunto sull’idea di liberare una creatura tanto pericolosa e tenuta prigioniera tanto a lungo, con la prospettiva di tenerla al proprio fianco. Elagorn ha sostenuto l’idea di Dulraen, a patto che fosse sicuro di poter gestirne le conseguenze.

-Durante la notte Chatànglas ha vegliato il punto nel quale l’energia primordiale stava generando nuova vita. Gli spettri del deserto, nati da un’oscurità che sembrava farsi densa attorno alle fonti di luce, l’hanno colpito alla schiena prima che riuscisse a trovare riparo tra i due bivacchi accesi. Durante la notte ha studiato i loro movimenti, restando sveglio ed attento.

-La mattina seguente i nostri sono partiti all’alba, accompagnati da un Cantapassi. La guida orchesca fornita loro da Odràk ha cantato e suonato con ruggiti e sonagli sul ritmo dei propri passi, fino a che il villaggio di Raftàn non si è stagliato all’orizzonte. Giunti al villaggio, i nostri sono stati avvicinati da un umano satrapita di nome Ajil. Egli ha dato loro qualche informazione, indicando la Casa dell’alcool di Tre Dita come il luogo migliore per trovarne altre. Arrivati al pozzo del villaggio per riempire le loro borracce, i nostri si sono sentiti estremamente osservati. Chatànglas ha donato una moneta d’oro ad un ragazzino che ha riempito il secchio nel pozzo per loro e questo non ha fatto che aumentare lo scalpore tra i presenti.

-Arrivati alla locanda, i nostri hanno fatto la conoscenza del proprietario, Maznèr Tre dita. Si sono guardati attorno abituandosi all’aria, all’esotico cibo ed all’ottima birra. Dopo aver fatto alcune chiacchiere ed aver tenuto d’occhio la situazione, sono stati invitati a raggiungere qualcuno oltre una pesante tenda, qualcuno che aveva accompagnato all’invito un forziere pieno di platino. Raggiunta la stanza oltre la tenda, ad un enorme orco veniva ordinato di farsi da parte. La stridula voce ad intonare l’ordine immediatamente eseguito apparteneva ad un goblin coperto da un turbante, regalmente accomodato su comodi cuscini…

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