Giuseppe Guercioni nel ruolo di Gib Mrots
Federico Panati nel ruolo di Kairon
Nino Parnisari nel ruolo di Trink
Gianmarco Rescigno nel ruolo di Tachius Risk
Roberto San Filippo nel ruolo di Daeron
Alessio Mocali nel ruolo di Ulfgar Torun
-Sopravvissuti ai marcescenti viticci che tornavano ora ad essere materia organica degli acquitrini, i nostri si sono rimessi in viaggio per uscire da quelle terre paludose. Il loro procedere con la guida di Daeron li ha portati oltre i ristagni, in un tranquillo bosco di faggi. Lì i nostri si sono fermati a riposare, già in vista le cavità rocciose che andavano esplorate.
-Un boato seguito dal suono di alcuni crolli sotterranei ha dato chiare informazioni sulla direzione, avvallate dalle tracce degli animali selvatici che sembravano evitare una grotta in particolare. Dentro quell’anfratto i nostri hanno trovato un accesso coperto da un crollo recente, oltre il quale l’imp Edito ha esplorato un tunnel. Quando degli insetti grossi come cani si sono scagliati contro i nostri, questi hanno prontamente reagito.
-Sconfitte le creature, capaci di trasformare in ruggine l’acciaio con il solo tocco delle loro antenne, i nostri hanno liberato l’accesso al tunnel. Oltre ad esso, il passaggio si restringeva e si allargava al ritmo dei crolli e conduceva in fine ad un complesso di caverne. Delle creature simili a mantelli dotati di fauci ed artigli hanno tentato un mortale agguato, ma il gruppo si è difeso abbattendole.
-Durante un necessario riposo i nostri hanno visto il suolo fiorire con petali il cui significato poteva essere interpretato da Daeron come un messaggio. In una direzione fiorivano colori che simboleggiavano l’innalzamento e la positività, mentre ad indicare un’altra via fiorivano gialli boccioli che simboleggiavano la profondità ed il buio. Seguendo questi ultimi per trovare l’idra ed il suo fegato, i nostri hanno raggiunto una grotta piena di lussureggiante vegetazione. In fondo ad essa, l’enorme creatura a cinque teste scattava sulle zampe e si avvicinava agli avventurieri, fermandosi però davanti al ruscello sotterraneo che la separava da loro. Quando i nostri cominciavano una serie di attacchi, l’acqua del ruscello si increspava…