Chiacchera del Vicolo – Sessione 34
“A un passo dall’oblio”
Storie di un bardo di ventura
I Raminghi del mare sotterraneo, formati da:
Veronica, nel ruolo di Nienna
Gianni, nel ruolo di Jeanfi Avalain
Andrea, nel ruolo di Aranir di Corvo Bianco
Matteo Maria, nel ruolo di Ratziel
Emanuele, nel ruolo di Rollo
Angelo Danilo, nel ruolo di Cafre Calabra
“Il sole può tramontare e risorgere; per noi quando la breve luce si spegne resta un’unica eterna notte da dormire”
Tentacoli emergono dal terreno e sciami di esseri simili ad un insano miscuglio di insetti e uomini con lame al posto delle braccia iniziano ad avvicinarsi, una minaccia mortale per i Raminghi.
Se non altro, una volta scomparso il senza-faccia, Cafre riprende coscienza di sè, permettendogli di combattere.
E combatterono, in modo disperato, vacillando sul confine tra la vita e la morte in questa terra aliena e brutale, questo posto oltre i Worth.
Mentre Cafre e Aranir in prima linea continuavano a resistere e combattere con il supporto dalle retrovie della magia di Jeanfi, Ratziel ed Ennan, Nienna e Rollo abbattevano ogni creatura potessero con le loro sibilanti freccie, ma ahimè, non finivano mai.
Nel momento in cui la speranza sembrava averli abbandonati, mentre giacevano a terra esanimi, persino dopo che Cafre si è spinto fino a sacrificare sè stesso, in ginocchio, una preghiera lasciò la bocca grondante di sangue di Ratziel, e un tocco, mai così vicino, giunse ad alzare la sua mano, portando una luce, creando un faro di speranza.
Alcune creature si ritiravano per la luce, altre sotto gli ordini di Cafre, e così anche i raminghi.
Uno dopo l’altro si tuffano nel portale: chi sfruttando la forza di una bestia, chi portato in spalla, chi lanciato da Pallino, nuovamente ingrandito; non importa come, l’importante è che sopravvisserò.
Rapidamente pozioni e cure, da una bocca all’altra, per evitare le conseguenze peggiori, ma la storia non finisce qui, perchè, contrariamente alle promesse di Aristide, delle figure erano già qui: Laurentius, seguito da Aristide, il quale lamentava la scomparsa dei Raminghi e la necessità di trovarli, e due figure misteriose, un uomo biondo dalle folte basette e un nano anziano.
Le richieste d’aiuto ripetute impietosamente su orecchie incapaci di ascoltare svelarono in fretta il mistero: erano tornati, eppure non erano visibili, non erano nemmeno toccabili dai quattro.
I loro volti marchiati trasudavano una rivelazione, il fatto che sebbene loro fossero andati al di là, avevano portato qualcosa di qua.
E durante una discussione per capire come fare, sventura, di nuovo visibili.
Logarius, così si chiama il biondo, non è tipo da sprecare tempo, e subito un assalto su Cafre partì.
Fuga, diplomazia, forza e sincerità: qualcosa, o forse tutto, per ottenere poche semplici parole da Laurentius, sufficienti a portare degli attimi in più per i Raminghi.