Emnotork – GDR 9 – Sessione 55 – 26.10.23 – Gelo e Fiamme

Federico – Alarielle

Giacomo – Remos

Emanuele – Garil

Lorenzo – Norin

Mirko – Nikolay

Kargrand città

Il gruppo ha appena tirato Virio fuori dalla prigione, a quanto pare si era lasciato catturare per non far del male ai suoi vecchi commilitoni.

Spiega loro che esiste un anziano archivista in città che ne sa a pacchi su cosa accade a Kargrand e potrebbe avere una pista sul Terzo Cavaliere. Il gruppo accorre sul luogo, ma l’archivista di chi sia il Terzo Cavaliere non sa un’accidente; eppure riesce a raccontare la storia dei tre cavalieri, nella sua origine. Spiega che, inoltre, il Terzo Cavaliere probabilmente non può essere ucciso, in quanto simulacro della sua forma originale. A questo punto bisogna trovare un’arma di cristallo, un tesoro custodito all’interno del castello di Kargrand. Il gruppo quindi pensa bene di entrare nei sotterranei ed entrarne in possesso. Quest’arma serve a distruggere uno dei simulacri.

Il gruppo quindi si avventura all’interno dei sotterranei, per entrare nella grande sala delle armi: e Gedfrin Glowe fa la sua comparsa. Questo potente incantatore intende subentrare al comando della città ed eventualmente soppiantare Viktor e qualsiasi altro individuo al comando. Per farlo ha bisogno dell’aiuto degli avventurieri: li invita a non fare niente, a sedersi da un lato e lasciare che il Terzo Cavaliere faccia il suo corso. Il suo obiettivo finale è “tagliare fuori l’influenza divina dal mondo”. Questo perché “il destino è già scritto e ora che l’Oracolo è stato sconfitto” non c’è più bisogno di una guida spirituale, ma di una guida di un uomo forte, che abbia capacità arcane sufficienti a sviluppare la società in meglio. In questo il culto del Vuoto è funzionale.

Norin coglie l’occasione per attaccarlo e viene congelato sul posto. Però, Gedfrin viene ferito lievemente ad un dito. Dopotutto è forse anche lui un mortale?

Detto questo, scendono nelle catacombe del castello per trovare un simulacro del Terzo Cavaliere e, invece, trovano un potente demone che intende fermarli, tentandoli con la proposta di uno scambio: un artefatto che custodisca parte del potere del grande malvagio cavaliere, in cambio del via libera a fare quello che vogliono.

Il gruppo si rifiuta e scatta lo scontro, il grande demone ha la peggio. Detto questo il gruppo distrugge l’artefatto e scopre che non ha avuto alcun effetto. Cercando, arrivano ad un altare sulla quale è incastrato uno degli ultimi discendenti dell’Antico Popolo: dopo averlo trapassato con l’arma di cristallo, questa si distrugge e l’individuo si lascia andare ad una lunga agonia.

L’opera è compiuta e il gruppo, seppur con un peso sulla coscienza, esce dalle catacombe.

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