La prima volta che senti la voce di Varyn ti entra nel cervello, è sottile come uno stocco, ma penetrante

Io non so chi tu sia, mio nuovo possessore.
Mi chiamo Varyn Ombrafredda.

Ricordo solo come sono morto…
So che altri ricordi arriveranno. Prima o poi.

Non combattevo in prima linea.
Io osservavo. Aspettavo. Colpivo quando serviva.

La Progenie di Amniax avanzava… ma non erano il mio bersaglio.

Io cercavo i loro capi.

Mi muovevo tra le ombre.
Nessuno mi vedeva.

Finché qualcosa… mi vide.

Non capii subito cosa fosse.
Ricordo solo il colpo.

Preciso.
Silenzioso.
E poi il buio.
Quando riaprii gli occhi… non ero più vivo.
Ma vedevo ancora.

Una divinità era lì.
Tra i morti.

E non era sola.

C’era una figura che non avevo mai visto prima.
Non saprei dirti cosa fosse.
Parte di lui era metallo.
Non un’armatura.
Era come se il metallo fosse il suo stesso corpo.
Eppure il resto era carne.
Pelle.
Ossa.
Come noi.

Ricordo una cosa.

Lo osservai come faccio sempre.
Cercai un punto debole.
Un giunto. Una fessura. Un’apertura.
Non c’era nulla.
Le placche… non si incontravano.
Non iniziavano. Non finivano.
Era tutto un unico pezzo.

E quando quella cosa mi indicò…
la divinità obbedì.

Mi mise qui dentro.