La prima volta che senti la voce di Thorgar ti entra nel cervello, è chiara, glaciale e rovente di rabbia…

Io non so chi tu sia, mio nuovo possessore.
Mi chiamo Thorgar Frangiossa.

Ricordo solo come sono morto…
So che altri ricordi arriveranno. Prima o poi.

Combattevamo contro la Progenie di Amniax.
La linea si spezzò subito.
Continuai a combattere finché non mi squarciarono il fianco.

Il dio del gelo arrivò. Camminava tra i morti.
Non era solo.

E la cosa più assurda…
fu vederlo prendere ordini.

C’era una figura che non avevo mai visto prima.
Non saprei dirti cosa fosse.
Parte di lui era metallo.
Non un’armatura.
Era come se il metallo fosse il suo stesso corpo.
Eppure il resto era carne.
Pelle.
Ossa.
Come noi.

Ricordo una cosa.

Una delle placche sul petto…
era crepata.
Non come dopo un colpo.

Come se qualcosa, da dentro,
avesse provato a uscire.
Agli ordini di quella cosa, altre figure si muovevano.
Cercavano.

Quando mi indicò… mi trovarono.
Poi il mio dio si avvicinò.
E mi mise qui dentro.