La prima volta che senti la voce di Thalion ti entra nel cervello, è calma, nella tempesta ha trovato un barlume a cui legare la sua ragione ma…
Io non so chi tu sia, mio nuovo possessore.
Mi chiamo Thalion Brumacaccia.
Ricordo solo come sono morto…
So che altri ricordi arriveranno. Prima o poi.
Seguivo tracce da quando ero bambino.
Niente si muove senza lasciare segni.
Nemmeno la Progenie di Amniax.
Mi ingannarono facendomi seguire una falsa pista.
Morii contro 4 di loro.
Una divinità arrivò sul campo di battaglia
Ma non era sola.
C’era una figura che non avevo mai visto prima.
Non saprei dirti cosa fosse.
Parte di lui era metallo.
Non un’armatura.
Era come se il metallo fosse il suo stesso corpo.
Eppure il resto era carne.
Pelle.
Ossa.
Come noi.
Ricordo una cosa.
Il metallo…
non era segnato.
Nessun graffio.
Nessuna usura.
Come se nulla, mai,
lo avesse toccato davvero.
Provai a leggerlo.
Istinto. Abitudine.
Non c’era nulla da leggere.
La divinità si fermò.
E quando quella cosa mi indicò…
obbedì.
Mi mise qui dentro.