La prima volta che senti la voce di Seraphine ti entra nel cervello, è disillusa, sconcertata, eppure ancora crede, ancora…
Io non so chi tu sia, mio nuovo possessore.
Mi chiamo Seraphine Vhariel della Settima Fiamma.
Ricordo solo come sono morta…
So che altri ricordi arriveranno. Prima o poi.
Combattevo in nome della mia divinità.
La sua luce ci guidava. O almeno… così credevo.
La Progenie di Amniax avanzava senza fermarsi.
Noi resistevamo.
Io pregavo mentre curavo i feriti.
Finché uno di loro… non mi afferrò
Ricordo il dolore.
E la mia preghiera… interrotta.
Poi la luce arrivò.
La mia divinità si manifestò tra i morti.
E per un istante… credetti di essere salva.
Ma non era sola.
C’era una figura che non avevo mai visto prima.
Non saprei dirti cosa fosse.
Parte di lui era metallo.
Non un’armatura.
Era come se il metallo fosse il suo stesso corpo.
Eppure il resto era carne.
Pelle.
Ossa.
Come noi.
Ricordo una cosa.
Sul petto… portava un simbolo.
Lo guardai mentre morivo.
E non lo riconobbi.
Non apparteneva a nessun dio.
Poi accadde.
La mia divinità si fermò.
Non per me.
Per lui.
E quando quella cosa mi indicò…
obbedì.
Mi mise qui dentro.