La prima volta che senti la voce di Lysandra ti entra nel cervello, è un riverbero, un suono che torna e ritorna…
Io non so chi tu sia, mio nuovo possessore.
Mi chiamo Lysandra Figlia della Cometa.
Ricordo solo come sono morta…
So che altri ricordi arriveranno. Prima o poi.
La magia non era qualcosa che studiavo.
Era dentro di me.
La sentivo scorrere. Sempre.
Come un respiro che non puoi fermare.
Quando la Progenie di Amniax arrivò…
la lasciai uscire.
Bruciai tutto quello che potevo.
Ma non bastò.
Poi qualcosa cambiò.
La magia… si agitò.
Non per paura.
Per rifiuto.
Alzai lo sguardo.
Una divinità era lì.
Ma non era sola.
C’era una figura che non avevo mai visto prima.
Non saprei dirti cosa fosse.
Parte di lui era metallo.
Non un’armatura.
Era come se il metallo fosse il suo stesso corpo.
Eppure il resto era carne.
Pelle.
Ossa.
Come noi.
Ricordo una cosa.
Tra le placche…
c’era luce.
Non usciva.
Non si disperdeva.
Restava lì.
Intrappolata.
La mia magia… non lo toccava.
Non veniva respinta.
Lo evitava.
La divinità prendeva ordini da lui
E quando quella cosa indicò…
obbedì.
Mi mise qui dentro.