La prima volta che senti la voce di Kaelorn ti entra nel cervello, sebbene sembri arrivare da un luogo lontano, da un equilibrio interrotto…
Io non so chi tu sia, mio nuovo possessore.
Mi chiamo Kaelorn Radicelunga.
Ricordo solo come sono morto…
So che altri ricordi arriveranno. Prima o poi.
Ero già radicato quando arrivarono.
La Progenie di Amniax non avanzava come gli altri.
Spezzava. Corrompeva. Consumava.
Sentivo la foresta urlare attraverso di me.
E io rispondevo.
Finché qualcosa mi colpì.
Non carne. Non lama.
Qualcosa che spezzò il legame.
E per la prima volta…
non sentii più nulla.
Poi arrivò la presenza.
Una divinità si manifestò tra le radici spezzate.
La riconobbi.
Ma non era sola.
C’era una figura che non avevo mai visto prima.
Non saprei dirti cosa fosse.
Parte di lui era metallo.
Non un’armatura.
Era come se il metallo fosse il suo stesso corpo.
Eppure il resto era carne.
Pelle.
Ossa.
Come noi.
Ricordo una cosa.
Il metallo…
Non era freddo.
Non era caldo.
Non era vivo.
Non era morto.
Era…
Come qualcosa che non appartiene a nessun ciclo.
Poi lo vidi.
La mia divinità si fermò.
Le radici attorno a lui si piegarono.
Non verso di lei.
Verso lui.
E quando quella cosa indicò…
obbedì.
La mia divinità mi mise, qui dentro.