La prima volta che senti la voce di Kaelor ti entra nel cervello, è orgogliosa, tradita, come se qualcosa si fosse spezzato per sempre…
Io non so chi tu sia, mio nuovo possessore.
Mi chiamo Sir Kaelor Vanthel.
Ricordo solo come sono morto…
So che altri ricordi arriveranno. Prima o poi.
Ho giurato di distinguere il giusto dallo sbagliato.
Sempre.
Anche in battaglia.
La Progenie di Amniax era empia.
Non c’erano dubbi.
La combattevo senza esitazione.
Poi arrivò lui.
Provai a giudicarlo.
Non ci riuscii.
Non era giusto.
Non era empio.
Non era nulla che il mio giuramento potesse nominare.
Quando mi colpì… non fu forza.
Fu inevitabile.
Una divinità era lì.
Ma non era sola.
C’era una figura che non avevo mai visto prima.
Non saprei dirti cosa fosse.
Parte di lui era metallo.
Non un’armatura.
Era come se il metallo fosse il suo stesso corpo.
Eppure il resto era carne.
Pelle.
Ossa.
Come noi.
Ricordo una cosa.
Ogni parte del suo corpo…
era perfetta.
Simmetrica.
Allineata.
Troppo perfetta.
Come qualcosa che non è stato creato per combattere.
Ma per essere… esatto.
Provai a chiamare il mio giuramento.
A trovare una verità.
Non rispose.
Poi lo vidi.
La divinità si fermò.
E quando quella cosa indicò…
obbedì. Mi mise qui dentro.