La prima volta che senti la voce di Ishaan ti entra nel cervello, è un grande respiro che cerca equilibrio, ma tradisce incertezze…
Io non so chi tu sia, mio nuovo possessore.
Mi chiamo Ishaan della Mano Silente.
Ricordo solo come sono morto…
So che altri ricordi arriveranno. Prima o poi.
Ogni cosa ha un ritmo.
Respiro. Movimento. Vita.
Io li ascoltavo tutti.
Anche in battaglia.
La Progenie di Amniax rompeva quel ritmo.
Ma esisteva comunque.
Non potevo leggerla.
Non potevo anticiparla.
Non aveva ritmo.
Mi mossi per colpire.
Ma il mio corpo… esitò e morii
Sul campo di battaglia arrivò una divinità
Ma non era sola.
C’era una figura che non avevo mai visto prima.
Non saprei dirti cosa fosse.
Parte di lui era metallo.
Non un’armatura.
Era come se il metallo fosse il suo stesso corpo.
Eppure il resto era carne.
Pelle.
Ossa.
Come noi.
Ricordo una cosa.
Le placche si muovevano.
Senza attrito.
Senza peso.
Come se non dovessero muoversi così.
Provai a seguirne il flusso
Ma senza successo.
E quando quella cosa mi indicò…
la divinità obbedì.
Mi mise qui dentro.