La prima volta che senti la voce di Elandriel ti entra nel cervello, è gentile, ma ha note cupe quanto tristi…
Io non so chi tu sia, mio nuovo possessore.
Mi chiamo Elandriel Voce d’Ambra.
Ricordo solo come sono morta…
So che altri ricordi arriveranno. Prima o poi.
Non combattevo con una lama.
Cantavo.
Poi qualcosa mi prese alla gola.
Non vidi bene chi.
Ricordo solo la stretta… e la mia voce che si spezza.
Provai a cantare ancora.
Ma uscì solo aria.
Poi arrivò il silenzio.
E qualcuno arrivò con lui.
La mia divinità si manifestò.
Non era sola.
C’era una figura che non avevo mai visto prima.
Non saprei dirti cosa fosse.
Parte di lui era metallo.
Non un’armatura.
Era come se il metallo fosse il suo stesso corpo.
Eppure il resto era carne.
Pelle.
Ossa.
Come noi.
Ricordo una cosa.
Sul metallo… c’erano incisioni.
Non erano simboli.
Sembravano parole.
Spezzate.
Come una canzone interrotta a metà.
Vicino alla creatura metallica si affaccendavano altre figure ai suoi ordini.
La mia divinità…
non si muoveva.
Aspettava.
E quando quella cosa mi indicò, la mia divinità mi mise qui dentro…