Adriano R.) nel ruolo di Marland
Giorgio D. L. nel ruolo di Giasone Statomanno
Leo L. nel ruolo di Giovanni Botte Cena
Fiore K. nel ruolo di Lika Skitty
Giorgio C. nel ruolo di Maoöna
Matteo G. nel ruolo di Filofinel Casagrande
-Andate in cerca dei due piccioncini in fuga, i più giovani delle famiglie Crusti e Sueti vengono individuati in forme di pecore dall’occhio attento di Lika (Fiore). Un goblin che aveva notato fossero senza un marchio aveva deciso di prenderle. Dopo un accesso dibattito con Maarland (Adriano) e grazie alla lingua sciolta di Giasone (Giorgio d. L.) i nostri eroi recuperano i giovani e li consegnano all’assonnato Sior Luigi Retis.
-Si dirigono quindi alla grotta dei Miconoidi. Dopo aver sterminato una buona parte della flora locale, trovano un accordo con il capo dei funghi. In cambio di alcuni cartelli con incisioni, che indicano il pericolo della grotta, potranno passare al livello inferiore della grotta dove una volta era presente il Laboratorio dei fedeli di Maius.
-I cartelli non sembrano avere l’effetto sperato. Infatti viene inviato da Sior Retis un nuovo avventuriero, il nobile elfo Filofinel Casagrande.
-Lika prepara una comoda corda per scendere al livello inferiore. Non si fida infatti delle scale in rovina. A sorpresa Giasone si butta nel vuoto, così come Maarland, ma a differenza dell’uomo tartaruga, Giasone ha una discesa morbida, Maarland una rovinosa. Anche Botte (Leo) si butta, ma sceglie di attutire la sua caduta con le scale.
-Il laboratorio è protetto da un labirinto, trappole, un forziere particolarmente amichevole con Maarland e un rompicapo per aprire una porta.
-Una volta risolto l’indovinello i nostri eroi si trovano all’interno del laboratorio. Qui incontrano un golem di carne, rinchiuso da centinaia di anni in quel luogo, apparentemente incapace di morire. Dopo una negoziazione aggressiva, fanno amicizia con l’omone, a cui il gruppo dà il nome di Grog. Grog era una creazione del dio Maius e creava pozioni, esplosivi e acidi. Conosce quattro numeri: 0, 12, 24 e 36, e nonostante non conosca i numeri intermedi in un istante è capace di riconoscere queste quantità.
-I nostri eroi tornano ad Albareta. Nella taverna della Bussola ci sono nuovi ospiti, tra cui il profeta svitato Fra Mortangelo. Egli augura ad ognuno dei nostri eroi la morte ed è curioso quale morte preferiscano. Viene per lo più ignorato.
-Successivamente entra in taverna il cupo nano Grizzaldo, detto O mafalone. È in visita presso il suo ex-collega Sior Retis, e ha appena rilevato la sua attività, inoltre è molto interessato nella commercializzazione della Bevibomba. I nostri eroi acquistano da lui alcuni oggetti incantati, mentre Maoona (Giorgio C.) adocchia il piccolo portamonete dove spariscono centinaia delle monete dei suoi compagni. La donna-gatto diventa invisibile ,e benché si accorga che la cieca Bussola riesca stranamente a vederla, prova a derubare il nano. Il nano si accorge e dopo aver utilizzato alcuni degli oggetti magici in suo possesso per difendersi e comprendere la situazione, diventa ostile nei confronti di Maoona, che nel frattempo è tornata visibile. Maoona prova ad allontanarsi dalla taverna facendo finta di niente, ma viene seguita da Grizzaldo, che si trasforma in un orso e la attacca.
-Per fortuna arriva velocemente Sior Luigi Retis, che interrompe il combattimento. Grizzaldo è furioso, ma decide di andarsene. Prima però strappa l’accordo, che aveva stretto con Sior Retis per investire nella Bevibomba.