Illica – “Un Abisso Ignoto” – Sessione 31 – 30.10.2023

Chiacchiere del Vicolo

Riccardo nel ruolo di Rubeus, L’eremita Ubriaco
Diego nel ruolo di Pug, Lepus Kabalistico
Stefano nel Ruolo di Elleron Perfenan, Il Cantico Geela
Daniele nel ruolo di Kraedor, il Taumaturgo Abissale
Leonardo nel ruolo di Galen Riverstone, Il Pescatore di Mostri
Lorenzo nel ruolo di Rybar Riverstone, Lo Schiavo Rinato

  • La corrente sottomarina porta il gruppo ad arrivare in profondità, qui riescono a comprendere che si ritrovano d’innanzi ad antiche rovine. I geyser rendono l’ambiente poco ospitale, causando zone in cui l’acqua sale di temperatura a livelli allarmanti. L’unica presenza che attira la loro attenzione è un Arco ricoperto al suo centro da un liquido nero. Ma nel momento in cui si muovono verso l’arco, 1 polpo Gigante e poco dopo un secondo obbliga il gruppo ad una lotta per la sopravvivenza.
  • Durante la Battaglia Pug riesce a comprendere tramite un incanto che i polpi non hanno intenzione di dialogare con loro. Questo siccome li considerano invasori che stanno liberando qualcosa che non dovrebbe essere visitato.
  • Riuscendo a vincere contro i due mega animali, si rendono conto che Rubeus è scomparso. Il pensiero di Elleron e che abbia attraversato quel miasma che è presente sull’arco, così facendo senza consultare il gruppo si lancia al suo interno. Qui il miasma fa cadere la bacchetta di Bolle, oggetto prezioso per Elleron. Pug consapevole della pericolosità continua a dire al gruppo che quel miasma rimane un pericolo ma consapevoli che Rubeus non si trova sotto le macerie che Galen ha creato, ma che li è presente solo la canna da pesca. Decidono dopo un’analisi di proseguire. Durante l’analisi, Kraedor grazie a Pug che lo protegge e a Galen che lo sostiene, riesce a spezzare il miasma Kabalistico, Aprendo il passaggio dell’arco.
  • Riuniti dopo l’attraversamento, il gruppo si ritrova d’innanzi una donna Umana ma che in realtà è una Voroshi. Qui un dialogo porta il gruppo non solo a liberare la donna di nome Irene, ma a ricevere 5 doni da questa donna. In più ricevono anche due informazioni, la prima è riferita alla loro specie, scoprono che in un passato lontano erano i Geela a dominare nella città che ora è chiamata Ponte Bianco. Mentre l’altra informazione è il nome dell’uomo che la imprigiono in questo luogo, Alfred Harlequin, il marito di Irene.
  • Liberata Irene saluta il gruppo, ma non con un addio ma con un arrivederci. Qui consapevoli che l’atto che hanno compiuto forse causerà dei problemi in futuro, si ritrovano non solo con 5 doni, ma anche con 3 pergamene che scoprono essere le pergamene che Humana cercava.
  • Tornati in superfice ad attenderli non trovano Humana con Iker e la loro imbarcazione, ma gli Opalinski, che iniziano una lotta nei confronti del gruppo. Anche se in netta minoranza il mare sembra essere in aiuto dei Porta Voce di Galatea, un vortice appare portante le varie imbarcazioni allo schianto, in più lo stesso Utto li recupera tramite l’aiuto di una zattera. Ma alla ritirata la presenza di bestie Marine dalle sembianze mostruose porta il gruppo non solo a fuggire, ma a dover sentire le urla di dolore dei membri degli Opalinski.
  • Arrivati alla Shin’en, il gruppo affronta Humana ed Iker, vengono a scoprire che Humana non sapeva che quel luogo fosse una sorta di prigione, la storia narrava che Alfred aveva seppellito li la moglie siccome era affascinata dai segreti del popolo dei Geela. Ma siccome loro hanno compiuto la loro missione, Humana mantiene la parola data, durante la notte preparerà uno scritto con tutte le informazioni in suo possesso sugli Opalinski.

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