Chiacchiera del Vicolo
Sessione 6
Testimonianza di Isahia, pescatore di perle imbarcato sul brigantino “Esperanza”, alla polizia di Synistas
Filippo Battino come Ace
Gabriele Riccardi D’Amato come Jolly Pop
Luca Rusconi-Clerici come Awarnach Adam Ironcast ok
Mikael Izzo come Finn BigFoot
Yehudi Pelosi come Dildor
Joshua Pelosi come Vitamuerte
“…per questo quel giorno ci trovavamo fuori dalla nostra rotta solita, o almeno questo ci ha detto il capitano e ad ogni modo abbiamo visto il faro alle prime luci del giorno, subito dopo aver finito il giro di raccolta.
Mentre preparavamo la nave per l’attracco, sento uno scossone e un gigantesco tentacolo sbuca da babordo per avvolgersi intorno all’albero maestro; lo ha spezzato come un grissino, parola mia.
A quel punto sono saliti a bordo gli uomini-granchio: erano brutti come l’inferno e l’odore era anche peggiore, ci hanno puntato con le lance mentre sbraitavano qualcosa in quella loro lingua incomprensibile.
Dopo che ci hanno legato il tizio con la maschera di è avvicinato alla cabina del capitano, che nel frattempo non si era nemmeno degnato di uscire per capire cosa stesse succedendo; non ci è più uscito da quella cabina, ma quello lo avrei scoperto solo più tardi.
Devono averci drogati, tutti e dieci, perché poi ricordo solo di aver ripreso conoscenza per un attimo su una lancia diretta al faro mentre una gigantesca aragosta affondava la nostra nave.
Sono stato di nuovo padrone di me stesso solo nella palude, quando ci siamo svegliati su quella passerella di legno immersa nel fango e con quella gigantesca luce accecante sopra la testa.
Una voce stridula ci ha avvisati che avremmo dovuto combattere per salvarci la vita e quello abbiamo fatto.
Ci siamo fabbricati o abbiamo trovato delle armi mentre quei granchi mostruosi ci tendevano agguati, trascinandoci nel fango uno dopo l’altro.
Ad un certo punto siamo anche riusciti ad abbattere un paio di loro e abbiamo trovato i primi pezzi della mappa, così abbiamo iniziato noi a cacciare loro: quando li abbiamo avuti tutti siamo riusciti a trovare il pilastro, quello con l’incavo a forma di stella, e le indicazioni per trovare la chiave.
I granchi a quel punto si sono fatti più audaci, attaccandoci come forsennati finchè a con la chiave in mano e davanti al pilastro non siamo rimasti che in quattro: io, Sarah, Yaihim e Giovanni.
Quando abbiamo girato la chiave, da quattro fori sul pilastro è uscito un gas verdastro.
Siamo caduti nel fango e ho sentito una chela sul collo.
Quando sono rinvenuto avevo davanti una sacerdotessa della Sacra Morte.
Lei e i suoi quattro compagni ci hanno liberati e mentre cercavamo di uscire l’aragosta ci ha attaccati.
Noi eravamo nel panico, loro sembrava avessero fatto quello tutta la vita: hanno attirato l’aragosta, incastrandola fra delle colonne di pietra presenti nella grotta e facendole saltare la testa a colpi di esplosivo.
Credo che il colpo di grazia glielo abbia inflitto l’halfling con un freccia dritta in mezzo agli occhi.
Da quel punto in poi vi ho già detto tutto: abbiamo recuperato gli scafandri dal relitto dell’“Esperanza”, scoperto che il capitano era stato assassinato dall’uomo in maschera e poi ce ne siamo andati, lasciando la sacerdotessa e gli altri in fondo al mare.
Quando siamo arrivati a riva siamo stati raccolti da una guardia del porto e ci hanno portati qui.”