EMNOTORK – SUSSURRI SILVANI- SESSIONE 57 – 16/01/2026

Chiacchiera del vicolo – Sessione 57

“Sussurri Silvani – parte 2”

Dagli articoli di Philos, il Sommo Archivista

La Compagnia dei Graffi nell’Ombra, formata da

Vanna N., nel ruolo di Minerva, la giovane maga

Andrea B., nel ruolo di Shira, la chierica di Zarathun

Domenico S., nel ruolo di Devil, il Fantasma Errante

Sergio C., nel ruolo del Dottor Noctis, l’investigatore dell’occulto

Matteo M., nel ruolo di Mylos Fendahl, il bardo dalla lingua tagliente

Marco M., nel ruolo di Will Artford, il giovante inventore

Carissimi amici,

Nelle ore che precedono l’alba, mentre il resto dei Graffi nell’Ombra dorme, Devil rimane sveglio nella Foresta dei Viventi. Le parole pronunciate dal corvo, con la voce di Aranthar Velshad e la minaccia del ritorno della Regina dei Corvi, continuano a ronzargli nella mente. Avendo tempo e cristalli ancora carichi di potere, decide di forzare di nuovo l’accesso alle memorie psioniche che custodiscono.

Lo sforzo è enorme, quasi autodistruttivo, ma il tentativo ha successo. Devil scopre che parte della sua memoria era stata deliberatamente sigillata da qualcuno. Un ricordo riaffiora con chiarezza: si trova nel tempio di Shael, la Dama dei Corvi, ai piedi della sua statua, con un artefatto davanti a sé. Nel silenzio del luogo sacro sente il pianto di una donna. Alzando lo sguardo, la vede in un angolo del tempio, piegata sulle ginocchia, avvolta dall’ombra. È l’ultimo frammento che emerge prima che il legame si spezzi. Tornato in sé, Devil percepisce di aver acquisito qualcosa in più: non solo conoscenza, ma un nuovo potere.

Rientra alla casa-santuario poco prima che gli altri si sveglino. La mattina scorre in modo più ordinario: colazione condivisa, ultime parole di Joao il druido e la consegna di alcune pozioni di cura. Poi il gruppo decide di muoversi. La meta è la tomba di Hardig il Colosso, nel punto in cui il fiume si divide in due.

La Foresta dei Viventi si rivela per ciò che è: un luogo affascinante e profondamente innaturale. Grazie all’orientamento di Shira, il gruppo attraversa zone sempre più estranee al mondo comune. Osservano uccelli dalle piume iridescenti, pesci con scaglie simili alla materia delle foglie, processioni di miconidi trasparenti attraversati da linee luminose, cespugli animati che si muovono lentamente. L’incontro più inquietante avviene lungo il fiume, quando incrociano un mammut gigantesco, con zanne di gemma e occhi d’ambra. Non sembra una creatura come le altre, ma qualcosa di antico e diverso. Nessuno lo provoca, e il gruppo prosegue.

Arrivati alla biforcazione indicata da Joao, Minerva individua un’illusione e, dietro di essa, una leva nascosta. Azionandola, dal fiume emergono delle piastrelle di pietra. Su di esse Shira riconosce un simbolo preciso: un pentacolo spezzato. Mentre avanzano, Will nota del fumo in lontananza, come quello di un falò, a sud della loro posizione. Il sospetto è immediato: qualcuno potrebbe seguirli. Devil interviene, cancellando e confondendo le tracce del gruppo prima di proseguire.

Davanti alla porta della tomba, l’enigma si rivela legato al motto di Okna inciso nella pietra: il sangue versato nutre la terra, il sangue instillato nutre la vita. Comprendendone il significato e agendo di conseguenza, i Graffi nell’Ombra ottengono l’accesso proprio nell’ora del crepuscolo.

All’interno li accoglie un corridoio che, dopo pochi passi, si rivela doppio: due passaggi gemelli collegati da un meccanismo a bilancia. Il peso deve essere distribuito con precisione. Coordinandosi mentalmente, il gruppo riesce a superare la prova senza conseguenze gravi e raggiunge l’ingresso vero e proprio della tomba.

Lì l’aria cambia. È più pesante, satura di umidità e decomposizione. Il luogo trasmette una sacralità distorta, quasi eretica, come se il culto che vi si è consumato avesse tradito qualcosa di fondamentale. I Graffi nell’Ombra avanzano con la chiara consapevolezza che ciò che li attende non è solo una tomba, ma l’inizio di qualcosa di molto più grande.

Il vostro carissimo Philos.

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