Emnotork – “Sull’orlo del disastro” – SESSIONE 21 – 03/02/2026

Chiacchiera del Vicolo

Daniele M. nel ruolo di Jeremia, l’umano bardo marionettista

Federico S. nel ruolo di Frank, il micidiale mezzorco barbaro

Gioia G. nel ruolo di Kimat, tiefling barda in cerca di riscatto

Italo C. nel ruolo di Kaelthar, il furtivo shadar-kay ladro

Michele F. nel ruolo di Ezekyel, il laborioso gnomo artefice

Roberto D. nel ruolo di Jin-Woo, il Dhampir chierico della morte assetato di sangue

Sebastian D. nel ruolo di Jin-Sung, il Dhampir maestro del canto della lama

  • Il gruppo entra nella taverna, prende posto a un tavolo al piano superiore e ordina da bere e da mangiare.
  • Mentre stanno mangiando e bevendo, Galug domanda quale sia la storia di quella bizzarra compagnia e quale sia l’abilità in combattimento di ogni membro del gruppo. Jin-Woo non gradisce la mancanza di discrezione del brigante né il tono con cui pone le domande, quindi decide di modificarne la zuppa. Galug se ne accorge e, minacciando il dhampir, lo obbliga a mangiarla tutta al posto suo.
  • Passato sopra questo incidente diplomatico, il secondo in comando viene raggiunto da Treves che ne critica l’ospitalità, per poi offrire al gruppo la compagnia di prostitute. Siccome nessuno accetta e, anzi, alcuni mostrano un certo sdegno, il terzo in comando si allontana.
  • A un certo punto della cena Galug viene raggiunto da alcuni uomini che, come tutti gli altri nella locanda, gli parlano con grande rispetto e deferenza. Kimat riesce ad origliare e capisce che stanno discutendo delle modalità per portare avanti una ricognizione vicino al Molo Nero.
  • La tiefling, dopo aver capito che non si trattava di nulla che potesse minacciarli, finalmente si distende e inizia a godere della musica che rimbomba nel locale, partecipando quindi alle danze al piano di sotto, che vengono interrotte solo dalla voce dei suoi compagni che la richiamano.
  • Galug, infatti, dichiara che è arrivata l’ora di conoscere Overdieck e conduce tutti quanti per corridoi e loggiati lignei prospicienti il canale per poi addentrarsi nel fianco della caverna percorrendo lunghe gallerie e intricati corridoi, fino ad arrivare a un atrio con un grande portone.
  • Galug esegue una particolare bussata e un omino rachitico, brutto e ingobbito di nome Graug apre il portone e li accoglie. Malgrado sia una sorta di siniscalco, l’uomo non parla con rispetto di Overdieck e, quando annuncia l’arrivo di ospiti, carica le proprie parole di un forte sarcasmo. Galug spiega agli eroi che si tratta del “fratello tocco” di Overdieck, che ha deciso di tenerlo con sé per pietà e per ricordarsi delle proprie origini.
  • Gli eroi vengono finalmente presentati ad Overdieck, un uomo sulla quarantina bello, pieno di tatuaggi, con una folta barba bionda e lunghi capelli del medesimo colore raccolti in una treccia. Dopo aver posato un trattato di negromanzia nella sua grande libreria, il capo delle Lame Nere li accoglie e inizia una lunga conversazione con loro.
  • Gli eroi, dopo aver detto la parola d’ordine, gli rivelano i loro intenti, raccontando di come siano venuti a sapere del piano attuato dalle Lame Nere. Overdieck spiega loro che lo scopo delle Lame Nere è quello di assediare il Molo Nero e che per farlo servono mezzi e informazioni. Aggiunge che, malgrado i suoi interessi spesso collidano con quelli di Numasor e delle torri, è disposto a collaborare con loro, sempre che tutto ciò che gli hanno detto sia vero e che dimostrino la propria utilità e la propria fedeltà alla causa.
  • Infatti il capo delle Lame Nere affida loro una missione: gli eroi devono intercettare e rapinare una carovana di mercanti che trasportano decine di casse di armi da Pietra di Giada a Numasor. Questa dovrebbe passare il pomeriggio del giorno dopo in una certa zona nella provincia di Rochfield in cui li condurrà un brigante di nome Fuemer. Dopo averli messi in guardia dal pericolo rappresentato dalle guardie che scortano la carovana, il capo delle Lame Nere si congeda cortesemente da loro.
  • Il giorno dopo la compagnia parte di buon’ora alla volta del luogo dell’agguato, scortata da Fuemer, il giovane brigante a loro assegnato.
  • Arrivati sul posto, gli eroi escogitano piani elaborati ed articolati che, tuttavia, non serviranno a niente: passano le ore ma non c’è traccia della carovana. Passate alcune ore, Fuemer ipotizza che ci sia stato un contrattempo o che qualcuno abbia avvisato la carovana del pericolo imminente e che, in assenza di altri ordini, tutti quanti devono abortire la missione e far ritorno alla Città di Sotto, per poi tornare sul posto la mattina dopo, perché tanto la carovana a quell’ora non sarebbe più passata.
  • Gli eroi percorrono il più velocemente possibile la via del ritorno. Quando arrivano in prossimità dell’ingresso della Città di Sotto notano una strana scena: alla luce del vespro un gruppo di Lame Nere con le lame sfoderate circonda due individui con le mani sollevate in segno di resa.

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