Chiacchiera del Vicolo
La compagnia del Tasso, formata da:
Vladimiro D., nel ruolo di Xomin Garlic, il bardo astuto e indagatore
Massimiliano M., nel ruolo di Alkem, tanto allegro quanto profondo
Nicolas L., nel ruolo di Ekhateo, sapiente dalla curiosità insaziabile
Una giornata dove ogni granello di sabbia caduto nella clessidra ha scandito una nuova forma di intensità
Dopo la fuga dei cultisti rapitori di Pach, i nostri eroi si sono catapultati fuori dalla raffineria attraverso un tunnel segreto, che li ha portati in presenza dei resti di ciò che sembra una sorta di teletrasporto.
Proprio qui Ekhateo li ha raggiunti, affannato dalla camminata nel vento del deserto.
E proprio qui, sotto il cielo nero oscuratosi pocanzi, il grande Relitto decide di allontanarsi dalla compagnia, rapito da una promessa enigmatica, ma alla quale non poteva sottrarsi: se il giorno fosse diventato notte e il sole avesse cambiato colore, lui sarebbe dovuto tornare a casa, per combattere questa piaga in un altro modo.Con dovuta solennità, gli amici si sono salutati, e Relitto si è avviato, ancora assorto nei suoi pensieri, in direzione del mare.
La compagnia raccoglie quindi ciò che può, compreso un campione del sangue di Pach, trovato e identificato grazie ad una precisa magia di Ekhateo, e rientra nella raffineria per finirne l’esplorazione.
Riescono a trovare una stanza nascosta, dove tutto il sangue e il liquame putrido che colava dalle stanze delle torture e dei drogati moribondi colava attraverso le pareti, trovando una vecchia cappella risalente forse al tempo di Neikra, ormai profanata e sovrascritta dal vuoto.
Proprio qua Alkem fa una scoperta che non dimenticherà mai: un cranio di un suo compagno di fede, che dice di chiamarsi Nemesi, comincia a parlargli telepaticamente. Gli mostra cosa è successo in quel luogo a innumerevoli creature, e gli ha messo in mano un potere nato dall’accumulo della rabbia di ogni vittima che ha versato sangue su queste ossa. Il nostro chierico è ancora scosso, ma mai come ora è pronto allo scontro. Come dice lo (o la?) stesso Nemesi:”Il vuoto ha portato il buio, noi porteremo la tempesta”.
Recuperati nuovi armamenti per il valore di svariate monete d’oro, decidono di raccogliere il corpo esanime di Lara, guarita miracolosamente dalla manovra di Relitto e Alkem, ma ancora bisognosa di cure.
Nell’approcciare l’uscita, decidono di dare fuoco al luogo, in modo che almeno quella raffineria non possa più far male a nessuno.
La compagnia torna a Minashadi, trovandola profondamente turbata in seguito al nuovo avvenimento arcano sui suoi cieli. L’ospedale è nel caos, i medici sono tutti attivi in orari straordinari, e molto sorpresi dall’apparente guarigione di un caso di dipendenza da meraviglia grave, prendono lara e se ne prendono cura.
Un libro arcano rileva ad Ekhateo che tutto ciò che sta accadendo fa parte di un disegno più grande, che reclama violenza nel regno del Re Ragno per aprire i portali verso l’altro mondo, e far entrare il vuoto.
Euphelia, ormai alleata da tempo, riesce come sempre a rintracciarli anche nel caos, e li informa che Lord Daikan li vuole alle rovine per capire cosa stia succedendo. E dopo una rapida tappa alla bottega di Malogar l’arcanista, sono pronti a partire.
Grazie al contributo di Malogar, Ekhateo riesce a cammuffare abilmente tutta la compagnia del Tasso, che con abili capacità diplomatiche e di inganno, riescono ad evitare uno scontro molto difficile.
Tuttavia la scena che trovano è drammatica: l’amico Pach in catene, deturpato, con quattro cultisti tutti pronti a pugnalarlo a morte davanti al portale, fiancheggiato anch’esso da una gigantessa d’argento e un gigante fungino.
Arrivati al dunque, i cultisti non pugnalano il servo della Sacra Morte, ma loro stessi, aprendosi ferite profonde, e dissanguandosi a morte.
Il sangue cola su Pach, che dacché era contrito e ferito, comincia a trasformarsi, prendendo le fattezze di una creatura arcana, probabilmente un demone del vuoto.
Pach apre un portale e se ne va, ma non prima di permettere al worth delle rovine di aprirsi del tutto.
Due terribili creature mostruose strisciano fuori da questa porta, e viene ordinato loro di seguire i nostri eroi verso Minashadi, per distruggerla.
La compagnia sfrutta abilmente il suo carisma e il suo travestimento, e in combinazione con un muro di forza di Ekhateo, separano le due bestie giganti che accompagnavano i cultisti e che aiutano questi altri mostri del vuoto a entrare nel nostro mondo, e fanno fuori isolatamente solo gli esseri provenienti dall’altro piano
Ma il gigante e la gigantessa battono forte contro il muro di forza, e stanno sicuramente per liberarsi, come anche sicuramente altre creature del vuoto potrebbero da un momento all’altro uscire dal worth.
Ed è qui che la compagnia sente una voce alle loro spalle. Sembra di qualcuno che voglia aiutarli, ma ancora non lo vedono. Sarà davvero un alleato? O è questa la fine della compagnia del Tasso?