Chiacchiera del Vicolo
Sessione 32
“La leggenda dei Figli del Mare, tradizione orale dei nativi delle Seiderin”
Marta Lionello come Nives Summerfyre
Marco De Leo come Korban Spezzatuono
Diego Zumella come Kessie Morgan
Simone Beltrami come Drakar
Francesca Bruschi come Hedril
“Non lasciarti ingannare, popolo dell’acqua, dalle parole della gente del nord.
Quello che essi chiamano Shen, drago dell’acqua, del mare e della tempesta, colui che sono venuti a cercare, altri non è che Shin-Ri-Yhu, il grande dio serpente, creatore di isole, padre nostro e dei Figli del Mare.
Conoscete tutti la loro storia? Sapete cosa fecero? Cosa dobbiamo loro?
Questo ci differenzia dai popoli del continenti: noi ricordiamo e tramandiamo, loro si lasciano la storia alle spalle e si curano solo di ciò che hanno davanti.
C’è stato un tempo in cui il drago vece visita ai nostri antenati: stavamo combattendo insieme agli Uomini-Pesce e agli Alati allora e forse fu il solo momento in cui le nostre tre razze si sono sentite consorelle, ma dovevamo respingere Madre Tenebra e la sua prole, Quelli-di-Prima.
Shin-Ri-Yhu ebbe pietà di noi, ci riconobbe come simili a lui ed insieme a noi affrontò quei terribili nemici: quella lotta stremò anche un essere come lui e durante l’ultima battaglia la sua avversaria riuscì a ferirlo, contagiandolo con il suo infido fiele.
Affidando le sue ultime parole alle tre guide dei popoli, il drago si addormentò e da esso nacquero i tre Figli del Mare.
Dalle ali del padre, prese il volo Gomisha, il grande albatro, protettore dei cieli e signore di tutti gli Alati.
Dalle zampe del padre, si erse lentamente Onnamata, la prima tartaruga, somma protettrice del popolo delle isole.
Dalla coda del padre, guizzando venne generato Rohoneto, re delle balene e primo fra i suoi fratelli, nuovo sovrano del mare e di tutti gli Uomini-Pesce.
Questi avrebbero dovuto proteggete il nostro arcipelago per sempre, ma nessuno poteva immaginare che Madre Tenebra non fosse morta.
Ella attendeva nelle profondità che i suoi Ultimi Eredi si svegliassero.
E così, quando la medusa Omhakay avvelenò le acque, portando alla follia il re delle balene e spingendolo all’esilio nelle profondità del mare, il nostro equilibrio ne fu spezzato.
Gomisha e Onnamata respinsero la medusa, ricacciandola prima che potesse svegliare la sua terribile progenitrice, ma nulla sarebbe più stato come prima.
Il cuore degli Uomini-Pesce si indurì e loro si ritirano per seguire il proprio monarca, Gomisha smise si solcare i questi cieli e con lui nessun Alato fu più visto; solo noi rimanemmo, assistendo agli ultimi momenti di Onnamata, condannata dal veleno di Omhakay ad un destino anche peggiore, sebbene simile, a quello del Padre.
Noi rimaniamo, tuttavia, perciò ricordate: Padre Shin-Ri-Yhu e Madre Tenebra non sono morti, i Figli del Mare e Omhakay non sono morti, ma solo chi ora si muove nel mare, sulle isole o nel cielo può godere del loro sacrificio o tentare di riportare tutto come al tempo in cui governavano Quelli-di-Prima.
Facciamo buona guardia, ricordiamo e tramandiamo.”