Emnotork – “Rivolta mineraria” – SESSIONE 60 – 12/01/2026

Chiacchiera del Vicolo

Giacomo Z. nel ruolo di Morrik Ombrolieve, il Bardo viandante

Matteo R. nel ruolo di Thoradin, il Nano della Tempesta

Catello G. nel ruolo di Seth, il Corvo Rosso

Tommaso G. nel ruolo di D’Jahy, il Necromante

Marco C. nel ruolo di Dakan, il mezzorco spezza-catene

Simone P. nel ruolo di Oromë, il monaco della via dell’ombra

  • Il gruppo si stringe attorno a Seth per fornirgli le cure necessarie: D’Jahy gli cauterizza il moncherino, mentre Thoradin e Morrik provvedono a curarlo con la magia.
  • Oromë, invece, si avvia verso la caverna da cui era uscito il mostro a tre teste e dalla quale proviene una flebile voce femminile. Lì trova un forziere, della paccottiglia rotta e sparsa a terra, delle sculture molto rudimentali in legno e un’elfa con i vestiti laceri, tremante e spaventata. Quando questa inizia a pronunciare frasi sconnesse e ad avere un attacco di panico, Oromë la stende con un colpo, per poi portarla dal gruppo.
  • Seth nel frattempo rinviene e subisce un fortissimo shock: si rende conto di essere mutilato e il mondo gli crolla addosso. Si sente privato non solo di un arto ma anche della propria utilità e quindi, per esorcizzare questa paura e per dimostrare ai compagni di essere ancora utile, tenta di scassinare con una mano sola il forziere trovato da Oromë, riuscendovi.
  • Ralen la riconosce e dichiara che si tratta di Kora. Con lo sdegno delle poche guardie rimaste il nano non l’accoglie bene e la ricopre di insulti. Afferma che vorrebbe tanto interrogarla ma che sente di non poterlo fare in totale sicurezza, quindi decide di svegliarla per poi chiederle di seguirli fino in superficie.
  • Subito dopo il gruppo si mette in viaggio e risale le varie cave, giungendo dalla sesta alla seconda in circa tre ore.
  • Durante il tragitto Dakan chiede a Ralen come mai volesse trovare Kora e questi gli racconta che l’elfa è stata inviata dall’accademia per fare delle ricerche sugli Echi e sul motivo del recente intensificarsi della loro presenza e della loro attività. Tuttavia, continua il nano, l’elfa avrebbe travalicato i limiti imposti dalle norme della città e del buon senso, spingendosi oltre la settima cava e, quindi, condannando a morte tutta la squadra al suo seguito.
  • Il resto del gruppo, invece, intraprende una conversazione con Kora durante la quale le chiedono informazioni circa il suo ruolo in città e la natura delle sue ricerche.
  • L’elfa risponde di aver seguito gli Echi per settimane e di aver studiato il loro comportamento: a quanto pare le creature mostrano un livello di interazione sociale più evoluto rispetto a quello delle bestie ma meno rispetto a quello degli umani e comunicano tramite un complesso sistema di vocalizzazioni. Afferma anche di aver notato un interesse, quasi una fascinazione, da parte dei mostri per gli esseri umani e di essere stata seguita a sua volta per parecchio tempo da parte di uno di loro. La druida ha scoperto qualcosa anche sulla loro nascita che, a quanto pare, avviene grazie all’impulso di un fungo che pompa un materiale fluido e magico all’interno della roccia, da cui prendono forma le creature. La domanda in sospeso rimane quella che riguarda il perché queste forme di vita, anche nella loro composizione interna, imitino (come aveva notato in precedenza D’Jahy) gli esseri umani.
  • Kora accenna anche al periodo che ha passato rapita dall’Eco a tre teste riferendo che questo riusciva addirittura ad articolare delle parole. Tuttavia la druida, in maniera schiva, glissa su ulteriori domande circa il periodo che ha trascorso col mostro.
  • Arrivato alla seconda cava il gruppo esce, finalmente, alla luce del sole apprezzando il paesaggio montano Kadeshano. Finito il breve momento di contemplazione si dirige verso la città salendo per delle scale costruite sul fianco della montagna.
  • Nel mentre, parlando col gruppo, Ralen menziona nuovamente l’eccitazione suscitatagli dalla scoperta del regno del Tepterim e Kora, quando lo sente, chiede informazioni a riguardo. L’elfa riesce a stento a trattenere l’eccitazione quando D’Jahy le parla della loro scoperta e della sua interpretazione circa gli eventi accaduti in quei luoghi e, quindi, invita quest’ultimo a presenziare ad una lectio magistralis nella sua accademia.
  • Ralen, tuttavia, asserisce di dover trascinare Kora davanti alle autorità competenti per mettere sotto giudizio la sua condotta durante le ricerche quindi accompagna l’elfa verso il quartiere druidico.
  • Prima di andare, Kora raccomanda un piccolo nosocomio in cui far curare il braccio di Seth ed un locale, in cui curarne lo spirito, promettendo di raggiungerli in seguito con una sua amica esperta della storia di Kadesh.
  • Gli eroi, come suggerito, si recano dal cerusico e, poi, al “Boccale nero” dove, dopo poco, li raggiungono sia Kora che la sua amica Marthana. Quest’ultima, una bellissima nana fulva, è molto interessata ai racconti che il gruppo fa della propria avventura sottoterra ed essi, o una buona parte di essi, è interessato a lei. Infatti Thoradin, Dakan e  Oromë provano ad accattivarsene la simpatia ma solo l’Eladrin ci riesce. Questi, infatti, non troppo più in là durante la serata, esce dal locale in compagnia della nana.
  • Anche D’Jahy ha una serrata conversazione con Kora che si protrae per tutta la sera. Poco tempo dopo l’elfa gli chiede di accompagnarla a casa per parlare più tranquillamente nel suo giardino. Arrivato lì davanti il mago entra nella sua dimora e lì, lontano dagli sguardi dei compagni, si unisce con lei nell’amore e nel piacere, facendo ciò che un uomo e una donna fanno quando la notte li avvolge e il desiderio li guida.

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