Chiacchiera del Vicolo – Sessione 4
“Polena Dorata”
Dalle Memorie di Klimt, Dita d’Inchiostro
Gli Avventurieri di Porto Fortuna:
Emanuele C. è Era
Alessandro M. è Ander Brightwood
Gian Marco L. è Edmond Kalomar
Il nostro viaggio all’interno dei cunicoli al di sotto di Synistas non poteva che continuare; l’idea di imbattersi in un qualche tesoro continua a solleticare le nostre fantasie, certo che, fino a quando i miei occhi non vedranno altro che viscide ragnatele, intessute da orridi ragni giganti dalla coriacea corazza, e le mie orecchie non sentiranno altro che fastidiosi sibili di enormi serpenti, sempre a caccia di cibo all’interno di un ecosistema sotterraneo in cui l’unica traccia di tesori è stata quella dei folli avventuratisi qui prima di noi, non mi darò troppe illusioni di rinvenire sufficienti ricchezze per sistemarmi presso Porto Fortuna e vivere il resto dei miei giorni nell’agio della tranquillità.
Edmond, che sembra essere uomo esperto riguardo tutto quel che concerne l’esplorazione ed il lavorare sotto una sola bandiera, ha notato come tutti gli sfortunati esploratori precedentemente avventuratisi in questi sotterranei, chissà per quale motivo, fossero accomunati sia da un vestiario che da un equipaggiamento similare; non abbiamo avuto ancora modo di discutere di quanto ho appena annotato nelle mie Memorie, ma dalle parole pronunciate silenziosamente, per evitare di attirare su di noi attenzioni indesiderate, sembra proprio che alcuni degli Avventurieri di Porto Fortuna siano fermamente convinti che la colpa di questa precedente spedizione finita male possa essere imputabile a Terence; anche se la penso diversamente, una volta tornati a respirare l’aria di superficie, sarebbe buona cosa non solo risolvere questo spiacevole inghippo, ma dare degna sepoltura ad ognuna delle anime prematuramente scomparse all’interno di questi labirinti che si diramano sotto la cittadina.
Il viaggio ci porta sempre più lontani dalla luce del sole; guidati dalle capacità innate di Era, figlie a mio modesto parere non solo del suo retaggio raziale, di percepire in maniera sensoriale la presenza di trama arcana, e dai privilegi che Ander possiede, nel comprendere se luoghi più o meno distanti da noi sono stati votati al sacro oppure al sacrilego, siamo scesi lungo una miriade di spuntoni rocciosi che formavano una sorta di scalinata naturale, fino a raggiungere un’enorme distesa d’acqua sotterranea, dove infidi pesci affamati, dai denti aguzzi come lame, hanno tentato di banchettare con le carni di Era, ma fortunatamente il ragazzo, nonostante avesse riportato vistose ferite, non si è perso d’animo; con un po’ d’astuzia siamo riusciti ad attraversare il vasto lago sotterraneo, distraendo i famelici assalitori marini, lanciando lontano dalla nostra posizione parte di quelle che erano le razioni per il viaggio, muovendoci velocemente tra una sporgenza rocciosa e l’altra che fuoriuscendo dall’acqua tracciavano un irregolare percorso.
La disperata rincorsa, che vedeva in testa l’agile Yesugei seguito a ruota da Edmond, alla ricerca di uno spiazzo cavernoso, differente da quello da cui siamo partiti, ci ha condotto su di un ghiaioso isolotto dal quale si poteva ammirare in lontananza un vascello completamente distrutto, incagliato tra quelle che sono le pareti dell’antro cavernoso dalle quali alcune cascate si riversano nel lago, a testimonianza di come un tempo esistesse un passaggio che conduceva verso il mare aperto; la nave in sé non ha rivelato molto se non qualche affascinante ninnolo che gli Avventurieri di Porto Fortuna hanno presto trafugato, così che si possa decorare il nuovo avamposto con affascinanti oggetti dalla storia ricercata in modo da attirare sempre più appassionati e curiosi al vecchio emporio.
Perlustrando la sala del capitano, una particolare scrivania ha attirato subito la nostra attenzione, tanto che, come ci si poteva immaginare, si nascondeva al di sotto della stessa, coperto da un vistoso tappeto, un corridoio che scendendo negli antri più oscuri si fonde nuovamente con la roccia, conducendo fino ad un decoratissimo complesso di catacombe; immagino che l’equipaggio della nave sia stato sepolto qui sotto e credo anche che qui abbiano nascosto il loro tesoro.