Chiacchiera del Vicolo
Sessione 29 e 30
Racconto
Federico Pantano come Ligriv
Francesco Maria Iena come Virgil
Fabrizio Mancin come Antòn
Giordano Pallini come Kayros Galanodel
Gianmarco Rescigno come Maol “Zanna Smussata” Fang
Andrea Baldini come Lameikos Noctuo
Bea stava allo scrittoio, godendosi l’ultima tazza di the della sua vita.
“Avrò fatto bene?”
Questa domanda la tormentava da quando per l’ultima volta aveva visto il bizzarro gruppo di avventurieri giunto a FondoBosco per ritirare un carico di Pietra RocciaMare e che tanto gentilmente avevano deciso di aiutarla, ben più di una volta in effetti.
Aveva mentito a tutti loro, Bea lo sapeva bene, ma si era sempre ripetuta che fosse per un bene superiore: non poteva rischiare l’incolumità di tutti solo per egoismo.
Certo, il suo animo era straziato all’idea che la vita di un piccolo Matusalemme, la cui nascita è una cosa rara, magnifica e che sarebbe stata da festeggiare in ogni altra occasione, avrebbe dovuto essere spezzata, ma che altro avrebbe dovuto fare una guardiana?
I suoi Padroni di Casa non le avrebbero mai permesso di uscire ad aiutare e lei non era certo abbastanza forte per opporsi a loro; era il loro egoismo a condannare il piccolo Matusalemme, non il suo!
Questa frase era diventata il mantra di Bea, la aiutava a superare l’idea che lei si stesse godendo il finto solo che le propinava la sua piccola valle mente là fuori, nel mondo vero, c’era chi si sporcava le mani sul serio.
“è il loro egoismo…”
Aveva pensato mentre consegnava la ricetta per un veleno, mentre guardava il suo antico pupillo vendersi l’anima e mentre guardava sgretolarsi la vita familiare del borgomastro di un piccolo paese.
“…non il mio”
Si era ripetuta ogni minuto, di ogni giorno, fino a convincersene davvero…
Bea posò la tazza, una lacrima le rigava il viso.
Aveva avuto torto, dopotutto, ora quel giovane Matusalemme stava bene, era al sicuro e ben più di una vita aveva pagato il prezzo per quella pace; lo avrebbe pagato anche Bea, lo avrebbero pagato anche i suoi Padroni di Casa, ma questo non la faceva stare meglio.
Volse lo sguardo verso l’orco e il goblin che dormivano nella stanza a fianco: non era riuscita a salvare nemmeno loro e, per quanto non fosse giusto che quegli innocenti pagassero con Bea, era meglio che dormissero allora, inconsapevoli di cosa stava per accadere.
Non serviva che altri soffrissero, ormai dell’Arcanalbero Impazzito restava solo il ricordo, il suo e quello di qualunque cosa avrebbe potuto farci Gabe se il suo piano avesse avuto successo.
Restavano un ricordo, una giovane vita e il prezzo terribile pagato per garantire questo risultato.
Anche di FondoBosco non sarebbe rimasto altro che un ricordo orami, il Miracolo Purificatore non lascia scampo, Bea lo sapeva bene, ed era certa che nemmeno i suoi Padroni di Casa avrebbero potuto resistere, nonostante quello che loro stessi sostenessero.
Era una questione di minuti ormai.
Bea era pronta, da tanti tanti anni ormai, e non poteva fare a meno di pensare a una sola cosa:
“No, non ho fatto bene”
La vecchia druida si crogiolò ancora un secondo nella certezza di aver fatto la scelta sbagliata, prima che i suoi occhi venissero investiti dalla luce Bianca e accecante del Miracolo.
Si udì solo un ultimo suono: qualcuno bussava alla vecchia porta della capanna.
Poi il silenzio.