Emnotork – “per un Carico Dannato” – Sessione 26 – 23/11/2023

Chiacchiera del Vicolo

Sessione 26

Note del Borgomastro Ollis circa la notte in cui fu catturato Fabian

Federico Pantano come Belac

Francesco Maria Iena come Caleb

Fabrizio Mancin come Antòn

Giordano Pallini come Kayros Galanodel

Gianmarco Rescigno come Maol “Zanna Smussata” Fang

Andrea Baldini come Lameikos Noctuo

“Sento la necessità di mettere su carta ciò che ho visto questa notte, più per esorcizzarlo che per ricordarlo.

Quello che ho visto non mi lascerà mai.

Siamo arrivati a casa di Fabian in piena notte, Ulgrim lo aveva trovato soltanto poche ore prima.

Quando è arrivato alla casa lunga era un lenzuolo, è rimasto a boccheggiare per vari minuti prima di riuscire a dirci quello che aveva visto, come se lui stesso non ci credesse.

Come poteva d’altronde?

Nessuno di noi era disposto ad accettare che il responsabile delle sparizioni accadute nelle settimane precedenti fosse il taglialegna, era sempre stato un po’ ombroso, ma mai violento.

Quando siamo arrivati alla casa, Fabian era in un angolo, immobile, con il corpo della moglie in braccio.

La maledetta ascia era ai suoi piedi.

A detta di Ulgrim non si era mosso di un millimetro.

Non parlava, non si muoveva, si limitava a fissare il corpo della donna con la bocca spalancata in un ghigno terrificante.

Bruno ha fatto l’errore di avvicinarsi, tentando di prendere il cadavere, ma Fabian rese chiaro che non voleva lo toccassimo con un colpo d’ascia al braccio del locandiere.

Non parlò con noi, nemmeno ci guardò in realtà, si limitava a difendersi, a piangere e a minacciarci con l’ascia se ci avvicinavamo troppo…alla fine fummo costretti ad abbatterlo per poter recuperare il corpo della moglie e per poter capire cosa fosse successo.

La casa era un putiferio, ovunque c’erano sangue e segni di una lite, ma la cantina era…indescrivibile.

I corpi privati della carne delle persone scomparse erano semi sommerse nella terra, immersi per metà in una sorta di strana spirale scavata sotto il pavimento dell’abitazione.

Padre Khambot ci avvisò di non toccare nulla, che un qualche rito necromantico era ancora attivo e che poteva essere pericoloso avvicinarsi, ma non penso che qualcuno dei presenti avrebbe comunque avuto lo stomaco per farlo in quel momento.

Non penso che qualcuno tornerà a dissotterrare quella gente.

La cosa che mi ha convinto a scrivere è stato quello che il prete mi ha detto dopo.

Mi si avvicinò e confessò di aver trovato un pezzo di pergamena, scritto nel linguaggio degli dei e che mi tradusse:

“Devoto, devoto, devoto, mi prostro e accetto di il dono della fiamma.

Abbatterò il male con il tuo fuoco, ogni sacrificio verrà compiuto per tua volontà.

Assisti il mio passo, che nemmeno la morte di metta in mezzo.

Angelo, Angelo, Angelo, del tuo angelo mi faccio corpo, braccio, bocca e spada.

Più nulla importi, se non il calore della vendetta.”

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