La Chiacchiera del Vicolo
Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim
La compagnia delle Braci Ardenti, formata da
Enrico P. nel ruolo di Elmorn, il fiero paladino di Malvar dall’animo puro e l’armatura imponente.
Paolo F. nel ruolo di Bor Gon Jinn, il silenzioso monaco elfico dalle evoluzioni acrobatiche e le tecniche mortali.
Emanuele C. nel ruolo di Thion, il solerte ranger delle terre selvagge dalla mira infallibile e le lame affilate.
Filippo P. nel ruolo di Alavir, l’intraprendente bardo errante dal sitar sopraffino e dalla sigaretta facile.
Daniele F. nel ruolo di Castiel, lo sprezzante stregone mezzelfo dal cuore impavido e dalla mano di fuoco.
Andrea S. nel ruolo di Drusilia, la mite mezzelfa warlock dai mille volti e dagli incantesimi spaventosi.
Dopo aver sconfitto i misteriosi scheletri trovati all’interno dello Shoren morto, le Braci Ardenti proseguono fino a trovare l’origine della luminosa luce bluastra: si tratta di una protezione nebbiosa utilizzata per tenere lontani gli ospiti indesiderati.
Parlando attraverso la barriera, una creatura dalla voce roca e gracchiante chiede loro chi siano e chi li manda, arrivando a fare il nome di Zakna. Gli avventurieri desumono si tratti del druido che stavano cercando e lui, di rimando, interrompe la barriera e lì fa passare.
Con grande stupore gli eroi si accorgono che si tratta di uno Gnoll! Uno dei pochi civilizzati almeno. Pare che questo Ghastar sia stato salvato dai Druidi delle Sabbie durante i tumulti fra le tribù, e che abbia dimostrato un talento naturale per la trama naturale, tanto che alla fine è stato designato come l’esperto di vermi delle sabbie.
Affascinato dal luogo in cui è stato rinchiuso nell’ultima settimana con poco cibo e ancora meno acqua, Ghastar sembra avere l’aria di chi ha visto cose che lo hanno toccato nel profondo: racconta agli eroi di come gli Shoren mangino di tutto e che quindi non ha faticato per crearsi un accampamento al suo interno in attesa che quei non-morti desistessero. Dice che non è raro che assieme a vecchie tombi e vecchi accampamenti uno Shoren vada a disturbare antichi spiriti.
Ammette che il suo circolo druidico, quello delle stelle, gli permette di interrogare gli astri e di sollevare il velo tra i mondi, ma ciò disturba anche il suo sonno, tanto che ha dovuto crearsi un ammennicolo scaccia-incubi che alla fine, come ringraziamento per il salvataggio, dona al monaco che ha appena risvegliato il suo interesse per la trama druidica.
Dopo aver recuperato le forze però, Ghastar decide che è l’ora di tornare all’accampamento, ma non prima di essersi accorto di un pericolo imminente: una volta fuori dalla caverna, lo Gnoll avverte subito le Braci di tenersi pronti, perché uno Shoren, stavolta vivo e vegeto, si è risvegliato e sembra averli puntati.
Quando la terra si apre in un turbine di sabbia e detriti, gli eroi si trovano al cospetto di un Fioremorte, un letale assassino che vanta milioni di aculei lunghi e spessi come lance.
Non avendo la possibilità di sfuggirgli in quanto nel suo territorio di caccia, gli avventurieri decidono di dargli battaglia e Ghastar non è da meno: lo Gnoll cerca infatti di usare la sua trama stellata per sostenere le Braci Ardenti in uno degli scontri più duri che abbiano mai affrontato.
Pochi minuti dopo, il gruppo è in difficoltà e rischia di essere annientato. Con incredibile fatica gli eroi riescono a tenersi in piedi per miracolo mentre lo Shoren, assorbiti diversi danni, è ancora perfettamente in grado di combattere, mentre energie e trama del gruppo iniziano a scarseggiare…
…Tuttavia lo Shoren non è il solo ad essere a caccia! Ad un tratto infatti, da un polverone di sabbia schizzano fuori in velocità i Salaman guidati dal capo esploratore Rakko e dallo sciamano Kuggajin! Cosa faranno le Braci Ardenti, resteranno lì a rischiare la vita o saranno costretti a battere in ritirara con i compagni Salaman?