EMNOTORK – “PARETI SILENZIOSE” – SESSIONE 46 – 16/02/2023

La Chiacchiera del Vicolo

Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim

La compagnia delle Braci Ardenti, formata da

Enrico P. nel ruolo di Elmorn, il fiero paladino di Malvar dall’animo puro e l’armatura imponente.
Paolo F. nel ruolo di Bor Gon Jinn, il silenzioso monaco elfico dalle evoluzioni acrobatiche e le tecniche mortali.
Emanuele C. nel ruolo di Thion, il solerte ranger delle terre selvagge dalla mira infallibile e le lame affilate.
Filippo P. nel ruolo di Alavir, l’intraprendente bardo errante dal sitar sopraffino e dalla sigaretta facile.
Daniele F. nel ruolo di Castiel, lo sprezzante stregone mezzelfo dal cuore impavido e dalla mano di fuoco.
Andrea S. nel ruolo di Drusilia, la mite mezzelfa warlock dai mille volti e dagli incantesimi spaventosi.

Gli eroi sono combattuti sul da farsi: dopo essere diventati fautori di quello che potrebbe considerarsi l’inizio del disgelo, le Braci Ardenti meditano una campagna personale contro la non-morte che ha fin dall’inizio delle loro avventure rappresentato l’ostacolo più odiato.
Leoncisbaldo e Von Dughen tuttavia contano sul loro buon cuore per spazzare via una volta per tutte la minaccia di Guro e dei suoi assassini.
Convinti controvoglia e per pura magnanimità, gli avventurieri si organizzano per partire con i loro fedeli Lungocrine ed impiegare il minor tempo possibile, per evitare soprattutto maldicenze e una cattiva reputazione.
Dopo appena un paio d’ora di cavalcata, gli eroi scorgono una fitta foresta di pini al cui limitare vedono il villaggio di cui Leoncisbaldo gli ha parlato.
Il piccolo insediamento non sembra avere alcunché di strano ma quando entrano con tutto il carro, le Braci Ardenti si vedono avvicinare da un giovane abitante che porta arco e spada con sé, l’unico invero ad essere armato.
Il giovane asserisce che il villaggio è tranquillo ma un albero è caduto sulla locanda che è quindi chiusa in attesa dei lavori di ricostruzione. Non hanno modo di ospitare dei forestieri.
Convinti che ci sia qualcosa che non va, gli eroi si accorgono di essere osservati da un bambino. Avvicinato con l’offerta di cibo e qualche moneta, scoprono effettivamente che c’è qualcosa sotto: il bambino parla del fatto che tutto ciò che producono sia “loro”, e che il giovane armato fosse solo preoccupato che degli stranieri non mettessero in pericolo gli abitanti. Quando gli avventurieri chiedono al bambino ogni quanto si presentano “loro”, lui prima di sparire risponde “sono già qui”, indicando la locanda chiusa.
Le Braci Ardenti decidono di mettere fine ai soprusi di Guro ed entrano con il favore delle tenebre all’interno della locanda trovandola in buone condizioni, forse anche troppo buone: vi sono boccali sparsi ovunque e porte chiuse accuratamente. In un magazzino poi gli avventurieri trovano facilmente un tappeto di pelliccia sotto il quale scorgono una botola per il sotterraneo.


Le scalinate di pietra antica scendono in profondità e l’odore di morte riempie le narici delle Braci Ardenti. Il luogo è silenzioso ma tutt’altro che buio: torce accese, altri boccali, addirittura pipe appoggiate sulle tombe fanno presagire agli eroi che qualcuno si nasconda in quel luogo.
Procedendo oltre, le Braci raggiungono quella che sembra la sala principale: la navata centrale di un vecchio tempio al cui centro dei morti viventi stanno eseguendo un macabro rituale con le ossa degli uomini di Guro!
Decine di corpi sono disseminati ovunque e privati delle ossa, raccolte poi nel centro. Gli occhi di rubino di uno dei cadaveri e la presenza di pelle avvizzita prossima alla rigenerazione fanno subito intuire lo scopo di quel rituale.
Senza perdere tempo le Braci Ardenti si lanciano nella battaglia abbattendo i cadaveri minori per poi focalizzarsi sul loro leader che tuttavia sembra detenere una Trama incredibilmente potente…

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