EMNOTORK – “Nodi Lunari” – Sessione 54– 09.04.2024

La Compagnia degli Artigli del Caos, formata da

Riccardo S., nel ruolo di Bruce Qui, il coriaceo mezzelfo dal volto celato e Guidatore Sfrecciante
Amedeo R., nel ruolo di Norelian il Curioso, il ladro spavaldo dal sorriso ammiccante e Ritornante
Sara B., nel ruolo di Tewen Aratar, l’ingenua fanciulla dai poteri incontrollati
Simone C., nel ruolo di Glim Dunben, l’abile inventore dalle mille risorse
Emanuele L., nel ruolo di Bohr Targon, lo studioso dalle originali teorie
Matteo S., nel ruolo di Volpe Grigia, l’ex sicario dal ritrovato onore

-I canti in onore di Triomatikòs e la magia calmante dell’unicorno Elorien aiutano il gruppo a disfarsi della minaccia dei teschi fiammeggianti. Bohr comprende, dalla presenza di dischi di rametti intrecciati usati come viatico per le anime nell’Antica fede della natura, che forse non tutti i morti dell’alluvione che ha generato la palude hanno ricevuto tale manufatto. Aiutati dal falco di Glim, riescono a superare l’umidità disperdente della pioppaia e giungere al limpidissimo lago al centro del quale sorge la strana torre vista in visione da Bohr. Esaminando la zona, capiscono che il villaggio costruito in pendenza sulle pendici collinari, è stato distrutto dalla forza del fiume che attraversa il lago, distruggendo la diga costruita e trasportando verso il bosco i corpi degli abitanti. Tewen scopre che alla base della strana torre sorge anche un’enigmatica roccia levigata a forma di volto barbuto con la bocca piena di pepite d’oro, ma il tesoro nasconde forse un enigma.

-Accade l’impensabile: mentre si specchiano nel lago, appaiono i volti delle Tre Fasi. Hanno notizie molto importanti per loro e aspettavano l’occasione giusta per contattarli. Tra 7 giorni ci sarà il prossimo nodo lunare, una ricorrenza quasi ventennale durante la quale il potere e l’attività dei Manhur ha un forte picco. Solo durante il nodo le fasi possono consultare la Rete di Manhur, ma temono una molto probabile attivazione o risveglio dei titani che potrebbero distruggere la città. Riconoscono che gli Artigli hanno esaudito le richieste delle Fasi, trovando i responsabili e la causa delle morti delle elfe e consentendogli di completare l’oracolo frammentato che Astro Nero stava facendo di tutto per nascondergli per portare la città alla rovina e banchettare con i suoi resti. Dunque, rivelano loro che il terzo artiglio si trova dietro la labradorite trovata nella miniera d’argento dell’ultimo livello della cava di gypsum. Il Guardiano Ametista, tuttavia, è certo che non sia possibile prenderlo scavando la parete senza farsi crollare la miniera addosso. Solo un vegetale rampicante o un minerale dalla crescita controllata potrebbero generare solo piccole vibrazioni che non destabilizzerebbero l’intera statica della zona. Non conoscono una pianta simile, ma il Titano che hanno incontrato è invece in grado di manipolare i Manhur. Tewen, in virtù di quanto accaduto e di una origine dei suoi poteri forse legata alla falena di “velluto nero”, misteriosa potente creatura in grado di posarsi sui Manhur senza esserne annientata, potrebbe essere la perfetta ambasciatrice per mediare con il Titano che affrontarono tempo fa. Del resto, l’oracolo parla proprio della possibilità di incanalare la nuova evoluzione dei Manhur in qualcosa che potrebbe divenire guardiano della nuova libertà del popolo degli elfi lunari. Poi, Tewen stessa potrebbe insegnare ad altri “ibridi” come lei, a parlare con i Titani. In questo modo non solo otterrebbero l’artiglio per rivitalizzare il deserto del Confine del Fuoco, ma salverebbero anche il popolo lunare dando alla città una nuova vita ed assicurando la sicurezza delle falde acquifere da cui dipendono le oasi del deserto. Il loro ex compagno Killian ha già recuperato il secondo artiglio dal leggendario serpente Gargahnai. Entrambi gli artigli appartengono infatti allo spirito del disonorato Ishir, intrappolato nel suo martello, sacrificandosi, si è proposto come portatore ed è rimasto nel tempio di Tarja, dea locale del deserto.

-Le tempistiche sono strette e le imprese leggendarie, ma difficili, però in loro aiuto le fasi hanno convinto il Drago Concilio a consentirgli alcuni teletrasporti tattici: da dove sono ora verso la labradorite della miniera, dalla miniera al tempio e dal tempio ad una locazione a loro scelta nota almeno ad uno di loro. Questo accorcerebbe molto i tempi, potenzialmente anche per la loro ricerca dei reagenti per l’antidoto all’essenza di morte dell’estratto di radice di Turchelide. Lasciati con i loro pensieri, le fasi attendono la loro risposta definitiva e come vorranno muoversi. Basterà rispecchiarsi tutti in uno specchio d’acqua pulito. Nel frattempo, gli occhi di Glim, attraverso il suo falco, entrano nella torre.

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