“E quindi questa… Donna in Nero, questa… Keresya… chi sarebbe, scusate?”
cap. Elizabeth Nebula.
Gli Stregoni dell’Infinito, un gruppo formato da:
Alessandro D. nei panni di Adran Amakiir, Mezz’elfo Stregone
Gianluca I. nei panni di Harshen, Fiamma Riparatrice, Fata Druido
Benedetta D. nei panni di Kaya, Corna d’Ariete, Tiefling Paladina
Ivan L.V. nei panni di Arcadio Ultormali, Umano Paladino/Warlock
Gianmarco C. nei panni di Roose Bolton Umano Chierico/Bardo
Stefano L. nei panni di Elizabeth Nebula, Umana Guerriero/Warlock
A raggiungere il gruppo, una nuova e misteriosa figura. Essa si presenta come capitano Elizabeth Nebula e afferma di essere il capitano di una nave approdata a Synistas qualche settimana fa e, per conto del capitano della Guardia di Synistas, Xyrith Lamascura, aveva ricevuto notizie di un gruppo di persone legate ad una famosa locanda: la Carpa di Mare. Cio che più prende di sorpresa i nostri eroi è la sua presenza alle Antiche Rovine: come ha fatto ad entrare, dato il muro di forza che circonda tutta la zona e innalzato da chissà chi? È proprio il signor Bolton che si interroga sulla nuova arrivata.
Mentre Harshen e Kaya, messi in guardia da Roose, iniziano a stringerci amicizia, in lontananza, lungo il ponte, Arcadio spinge il gruppo ad affrettare il passo. Ma non appena arrivano all’altro lato, un’enorme sfera di metallo piena di incisioni in continuo mutamento piomba sul ponte. Nel tentare di sorpassare la sfera in volo, Harshen viene però malamente colpito dalla sfera. Per tentare di fare qualcosa, Harshen individua delle rune su di essa e capisce che disincantarle potrebbe essere la svolta al loro percorso fra le grotte. Nonostante riesce a disattivarne una, inizia la sua corsa verso l’ingresso del tempio, ma la sfera lo colpisce di nuovo e riesce addirittura ad intrappolarlo al suo interno.
Mentre gli altri iniziano a risolvere il problema delle incisioni, Roose individua il significato delle rune una dopo l’altra e pronunciando il nome della prima, crea una breccia nella sfera. Kaya non ci pensa due volte e si fionda per prendere Harshen, ma rimane bloccata anch’ella.
Aiutato da Arcadio e Adran, Roose tenta di disattivare le altre e capirne il significato per tirar fuori il proprio compagno. La sfera spesso reagisce alle loro azioni e più volte mette in pericolo la vita di Harshen, ma è Kaya che riesce as alvarlo più volte da morte certa.
Quando tutte le rune vengono dissolte e pronunciate nell’ordine corretto, ossia Rimorso, Verità e Pietà, i guardiani fanno sparire la sfera, liberando così Kaya e Harshen. Il gruppo dunque si avvicina e ai guardiani, sotto loro richiesta, tentano di trovare il motivo del perché abbiano quell’ordine. A qualcuno scappa la parola Vendetta e i guardiani li lasciano passare, raccomandando loro di guardarsi le spalle, poiché un demone dall’insaziabile appetito per l’oro infesta parte del tempio e un certo “il Sacerdote” li sta mettendo alla prova.
All’interno della sala d’accesso al tempio, il gruppo osserva le varie strutture architettoniche e le grosse lanterne presenti nel posto, interrogandosi sulla loro funzione. Mentre esplorano le camere del tempio, un verso gutturale e profondo si avvicina a loro e Harshen ha un’idea: gettare tutte le monete che ha a terra per allontanare il demone. Ma questo non fa altro che farlo avvicinare ancora di più: esso esala un gas e atterra lo stesso Harshen, il quale viene afferrrato e portato via attraverso un muro. Mentre il gruppo si rende conto delle proprietà del muro, Adran usa tutta la sua magia e scaglia un fulmine sul muro nel tentativo di distruggerlo. Ma il fulmine passa attraverso, probabilemte colpendo con tutta la sua furia non solo il demone, ma anche Harshen…