Le Chiacchiere del Vicolo
La Compagnia delle Rune, formata da
Jacopo F., nel ruolo di Siegfried Ignatius Camaro II, il Cavaliere di Weinal
Letizia D., nel ruolo di Tallulah Greenwood, la Prescelta della Testuggine Verde
Davide C., nel ruolo di Cydrian Morvaris, il Mezzosangue Rinnegato
-I guardiani dei fiori di corallo bioluminescenti sono minacciose masse d’acqua che mettono a dura prova la Compagnia tra schianti e tentativi di annegamento. Infine, riescono a domarli, o forse a placarli, ed ancora una volta Siegfried riesce con rispetto ad aprirsi un varco interagendo con i fiori luminosi per continuare.
-Dopo la vasca dei fiori, si aprono due vie: Cydrian ha scoperto una strana prigione abbandonata, ma le chiavi della porta d’uscita si sciolgono e riappaiono ogni volta sullo scheletro di un prigioniero diverso. Bisogna essere velocissimi per afferrarla, e dopo diversi tentativi falliti dall’elfo, lo spiritello Solaria riesce nell’ardua prova.
-L’altra via però, conduce ad un sepolcro di pietra bianca e argento con alcuni sarcofagi sui cui coperchi sono scolpite le figure di esseri umanoidi marini, forse sirene e tritoni, ciascuno con fattezze uniche ed incrostazioni di conchiglie, coralli e perle marine. Ciascuno tiene al petto un frammento di corallo e le mani sono ornate di simboli acquatici di trama magica, necrotica e protettiva. Siegfried percepisce che il luogo è sacro, ma qualcosa di non morto riposa qua, in attesa e non pare possibile comunicare con essi. Anche quest’uscita sembra sbarrata da un’invalicabile barriera corallina multicolore.
Non volendo sfidare chi riposa nei sarcofagi, stanchi e al limite delle risorse, Siegfried decide di fasi coraggio e saltando un vortice di acqua ghiacciata, arriva nelle prigioni ed apre la porta scolpita con uno scheletro in catene. Oltre si aprono caverne e cunicoli, uno che porta verso il sepolcro, sbarrato da coralli anche su quel lato. E si sente un assordante fragore marino rimbombare dappertutto.