EMNOTORK – “MACCHIE SOLARI” – SESSIONE 61 – 06.12.2023

Le Chiacchiere del Vicolo
La Compagnia delle Rune, formata da
Jacopo F., nel ruolo di Siegfried Ignatius Camaro II, il Cavaliere di Weinal
Letizia D., nel ruolo di Tallulah Greenwood, la Prescelta della Testuggine Verde
Davide C., nel ruolo di Cydrian Morvaris, il Mezzosangue Rinnegato

-Dall’incastonatura del dado di arenaria fuoriesce una temibile creatura tentacolare di lava e nube di cenere. Il gruppo riesce ad annientarla in tempo per rendersi conto che dietro di loro un buco nero che attare a sé luce e materia si sta aprendo. Siegfried cerca di illuminarlo con la energia sacra, ma oltre riesce solo a vedere, in un lampo, una distesa infinita di cenere ed altre creature acquattate tra la polvere simili a quella affrontata. Un fulmine lo respinge indietro. Fuggono a perdifiato lasciandosi alle spalle anche le rovine emerse dalle dune, e i due elfi notano che alcune hanno iniziato a lacrimare sangue.

-Giunti poi tra le rocce scure dove avevano annientato il primo sciame di Assetati, incontrano carovane di mercanti di turchesi accampati nella zona. Il popolo degli Abadi sa che in quella zona l’acqua viene prosciugata e del pericolo delle creature di sabbia, e volevano proprio fare il giro largo costeggiando le rocce di arenaria dove sorge il tempio, ma il gruppo li convince a rinunciare salvandoli forse da una morte quasi certa. Per ripagarli la loro guida e sacerdotessa, Zahira, chiede di incontrarli e chiedere il motivo del loro vagabondare nel deserto. Dopo qualche titubanza, Siegfried racconta ogni cosa alla donna, e lei rivela loro di conoscere il mito della “Macchia Solare”, uno djinni del fuoco assetato di venerazione che dovrebbe risiedere sul sole dall’inizio dei tempi che loro chiamano Iblish. In realtà lei stessa traeva i suoi poteri, ora molto indeboliti, dall’angelo di luce che combatte e ricattura Iblish quando fugge sulla terra per soddisfare la sua vanità, un angelo di nome Ishra, che proprio all’opposto di Iblish, dona la luce per nutrire e far crescere il mondo. Lei sa che Ishra è vivo, ma la sua voce non giunge più a lei come un tempo e i suoi poteri si sono così affievoliti, ma non scomparsi: è certa, dunque, che sia in pericolo, ma non distrutto. Compresi gli scopi degli stranieri, decide di fare loro dono del nome originario di Iblish, con cui smascherarlo in caso si nascondesse sotto le spoglie di un mortale. Da usare con parsimonia e solo supportati da prove e non solo sospetti, poiché qualora dovesse udirlo la prima volta, la seconda non funzionerà più ed egli potrebbe aver assunto un’altra forma. Pieni di dubbi, l’indomani guidati dagli Abadi arrivano sani e salvi ad Altoscoglio. – Durante un breve ristoro alla locanda, Tallulah scorge Rafi, l’ex predone dipendente dalla “meraviglia” e capisce che sta fissando una coppia ad un tavolino: lui le dice trattarsi di qualcuno che sta vendendo anche lì la droga. Un incappucciato con abiti logori e rosso scurissimo. Avvisato il locandiere Azif, Siegfried va a parlare con la coppia, ma Rafi ed i due elfi, posti a guardia della porta, si rendono conto che ci sono anche altri incappucciati nascosti tra gli avventori.

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