EMNOTORK- “Luce nel Buio”, Sessione N°31, 23/10/2023

Chiacchiera del Vicolo

I Tatini di Titania:

Julian R., nei panni di Orlius, il Chierico Nano

Alice B., nei panni di Titania, la Barbara Umana 

Lorenzo S., nei panni di Lyron, il Warlock Mezz’elfo

Karina C., nei panni di Helena, la Guerriera umana

Eleonora L., nei panni di Echo, la Strega Mezz’elfa

Carlo P., nei panni di Kheldian, il Druido Mezz’elfo

-Il tempietto dedicato ad Aenerion offre ai Tatini la possibilità di recuperare le forze fisiche e spirituali, sospeso in un’atmosfera fuori dal tempo. Ognuno a modo suo, Titania parlando a lungo con suo fratello Marcus e scoprendo così il suo passato movimentato, Helena discutendo con Angrosh il nano guerriero, Orlius confidandosi con magistra Eucronia, Lyron appuntando i propri ricordi e Kheldian lasciandosi cullare dai raggi del meraviglioso tramonto, i nostri iniziano a rimettere insieme i pezzi e ritrovano un forte entusiasmo nel prendere coscienza di quanto, effettivamente, i loro sforzi abbiano evitato tutta una serie di eventi nefasti e terribili. Lyron, a seguito di un considerevole sforzo mnemonico recupera un intenso ricordo mentre Orlius viene condotto dalle forze superiori attraverso una visione d’incubo che aiuta però il nano ad aver più chiara la minaccia che sta per affrontare. Dopo un’abbondante colazione e qualche dolce parola di commiato tra Titania ed il fratello Marcus, il gruppo riprende il viaggio verso il tempio di Weinal.

-Tre giorni di cammino attraverso la valle e la foresta, proseguendo verso est, mostrano alla compagnia le vere sembianze di Emnotork, una landa sconfinata e selvaggia, splendida e maestosa, il cui volto non è più celato dalle innaturali nevi del Grande Gelo. Guidati sapientemente tra le fronde da Kheldian, i nostri raggiungono il cuore del bosco ed interagendo con l’antichissimo altare eretto in eoni dimenticati dai Figli della Natura, il druido ottiene una nefasta risposta dagli spiriti della foresta, che brillantemente Titania ricollega all’antica profezia di maestro Mizar.

-Usciti dal bosco, dopo essersi inerpicati per un sentiero montano, i Tatini giungono a destinazione. Davanti a loro, eretto su di un altopiano, l’antico tempio di Weinal mostra segni evidenti di anni di incuria ed abbandono. L’interno, irto di ragnatele intessute tra il mobilio sparso per tutta la navata centrale, reca solo una porta in legno e metallo, che una volta aperta mostra ai nostri una scala verso il buio, al di là della quale, delle figure composte di materia ectoplasmica sembrano sollevarsi dal pavimento e in un attimo gettarsi verso i Tatini.

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