EMNOTORK – “L’emersione” – SESSIONE 1 – 26.03.2024

Boschi a Est di Porta del Gelo – Sessione 01

Davide M.V. nel ruolo di Kyran

Alessio M. nel ruolo di Arpad

Daniela B. nel ruolo di Madila

Ettore V. nel ruolo di Volkain

Paolo P. nel ruolo di Narsil

  • Gli eroi, dopo la fuga in seguito al violentissimo terremoto e all’invasione di creature oscure che hanno distrutto i loro villaggi, si ritrovano in un campo profughi. Tutti gli abitanti delle terre circostanti si stanno riunendo lì in cerca di rifugio, guidati da Dredda, una vecchia nana ranger. La situazione è delicata, Dredda è più un punto di riferimento che una leader e alcuni stanno approfittando della temporanea anarchia per mettere in atto comportamenti criminosi.
  • Gli eroi, dopo una frugale colazione e qualche chiacchiera, vengono richiamati da Dredda e inviati a fornire supporto al campo andando a caccia, costruendo fortificazioni e armi improvvisate da fornire alla popolazione. Il gruppo si divide i compiti.
  • Kyran e Arpad vanno a caccia, trovano un cervo e lo abbattono. Sentono poi dei rumori poco più avanti e scoprono che due dei gemelli Krok (brigantucoli che girano tra i profughi): Krik e Krak, stanno rubando con la forza delle lepri appena catturate a due cacciatori improvvisati. I due eroi intervengono ma basta poco per immobilizzare i malfattori, fargli perdere i sensi e riportarli al campo. I cacciatori, grati per l’aiuto, si occupano di riportare il cervo all’accampamento.
  • Madila, Volkain e Narsil si occupano delle difese. Durante la costruzione delle fortificazioni e delle armi, vengono attirati da alcuni schiamazzi al centro del campo. Giunti sul posto, colgono l’ultimo dei gemelli Krok (Krok, per l’appunto: il più “furbo” …o meno stupido dei 3) a rubare delle provviste a una famiglia. Krok prova a inventare scuse che però non reggono e dopo un istante di colluttazione, viene messo in fuga e catturato da altre guardie del campo.
  • Al ritorno di Kyran e Arpad, tutti e 3 i gemelli Krok vengono messi in una prigione di fortuna: un buco nel terreno con una griglia di rami sopra. Gli eroi vengono accolti con gioia e ringraziamenti dalla popolazione e da Dredda e si cominciano a organizzare dei turni per la notte.
  • Durante il primo turno, si sentono dei rumori in lontananza e gli eroi iniziano ad essere in agitazione. Al secondo e ultimo turno, passi rapidi e brevi risuonano tutto attorno all’accampamento: qualcuno lo sta circondando. In allarme, gli eroi svegliano tutti coloro in grado di prendere le armi e si dirigono in una zona meno protetta del campo per fare da muro tra i nemici in arrivo e la popolazione quasi del tutto inerme. Dal folto della foresta sbucano dei goblin ricoperti di muschio, fango, insetti e sporcizia varia; i loro occhi sono bianchi e privi della ragione, sono bestie assetate di sangue: inizia il combattimento.
  • Dopo aver intralciato i loro movimenti e abbattuto con facilità il grosso dei goblin, alle spalle di questi mostri erranti appare un orco. Egli sembra possedere ancora un minimo di lucidità, seppure risultando anche esso ricoperto da quella sporcizia e insetti di varia natura. I colpi calano pesanti sull’orco che sembra non voler cedere di un passo. Fortunatamente, i nostri eroi riescono a non farsi colpire dai suoi violenti attacchi. Alla fine, Kyran sferra il colpo di grazia. Il capo dei goblin spalanca le fauci talmente tanto da disarticolare la mascella e rigetta un nugolo di insetti e bestiacce che investe gli eroi e si diffonde per il campo. Fatto ciò, crolla al suolo, esanime.
  • Una volta dispersi gli insetti, i nostri eroi si guardano attorno e, resisi conto del cessato pericolo, corrono verso il resto dell’accampamento, attirati da urla strazianti. Giunti sul posto si accorgono che l’attacco è stato sventato su ogni lato ma che ha causato molte perdite. Inoltre, i sopravvissuti, eroi compresi, notano di avere qualcosa che si muove sotto la loro pelle. Tra le conoscenze personali e l’aiuto di Dredda, riescono a capire che si tratta di parassiti evocati magicamente e che non c’è modo di liberarsene lì, da soli. Su corpi deboli, la morte è immediata ma l’effetto dei parassiti sul lungo termine è loro sconosciuto e temono di diventare come i goblin affrontati durante la notte. Dredda dice loro che radunerà i sopravvissuti e che si metterà in viaggio per Porta del Gelo in cerca di una cura e raccomanda loro di fare lo stesso, anticipando la carovana come gruppo di avanguardia. Le strade sono troppo allo scoperto, i profughi si muoveranno all’interno dei boschi e così fanno anche gli eroi, salutando Dredda e muovendo i primi passi in direzione di Porta del Gelo.

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