La Chiacchiera del Vicolo
Il gruppo, composto da:
Serena nel ruolo di Cheya, l’arciera mezzelfa
Max nel ruolo di Starv, il warlock nonmorto
Davide nel ruolo di Norton, l’indotto halfling
Vincenzo nel ruolo di Arlan, il ladro senza scrupoli
Antonio nel ruolo di Zavahs, lo stregone dell’ombra
Lorenzo nel ruolo di Havaror, il possente barbaro del nord
– Norton, Zavhas e Arlan appaiono insieme a Cagliostro davanti ad un piccolo gruppo di avventurieri. Questi spiegano loro che stanno affrontando un morbo che sta distruggendo gli alberi della tribù vetronero, un clan di nani che conserva le proprie memorie all’interno di queste antiche e sagge piante.
– i due gruppi si coordinano per risolvere il problema, e sanno che dovranno farlo nel mondo del sogno. Si danno perciò appuntamento per la notte successiva.
– il nostro gruppo si risveglia e scopre di aver parlato con i propri analoghi durante una sorta di sonno condiviso. Ad accoglierli ci sono alcuni cavalieri di Malvar che intendono scortarli dall’alto prelato.
– il prelato li accoglie e si presenta come una donna di nome Nimue. Dopo aver silenziato Havaror con un incantesimo, spiega loro che la storia degli infetti è una copertura adoperata per non rivelare alla popolazione l’attacco di nonmorti che sta avvenendo. Dice inoltre ai nostri che Servus T’han ha piani per Seta di Sabbia e che fa parte della cabala che intende evocare il Nato Morto. Assolda dunque i nostri per uccidere Servus e questi accettano di buon grado.
– dopo un veloce salto al mercato, il gruppo entra in contatto con un altro servitore dei T’han. Questi rivela loro di sapere dell’attacco dei nonmorti, ma di starti opponendo all’alto prelato, che secondo lui è un despota ed un ipocrita. Sta preparando una sorta di rivoluzione, ma il gruppo evita di dargli troppo corda.
– infine il gruppo decide di pernottare alla Locanda Facile e Veloce, dove cadono nel sonno di trance in cui compiranno la missione per Cagliostro. Proprio mentre questo accade sentono irrompere i cavalieri di Malvar, andati a recuperare Havaror per conto dell’alto prelato.