Chiacchiera del Vicolo
Compagnia ancora senza nome formata da:
Claudio Leonardi nel ruolo di “Geraint Gwynn”
Andrea nel ruolo di “Cinnamon”
Giulio nel ruolo di “Laelia Romedia”
Gianluca nel ruolo di “Hunter Helmsley”
Francesco nel ruolo di “Asdrubale Cannis”
-Il gruppo libera l’unico prigioniero degli orchi della tribù Spaccacuori mentre saccheggia ciò che rimane dell’accampamento degli orchi e mette in fuga i goblin rimanenti; l’uomo rivela di esser stato catturato ma vuole parlare di ulteriori dettagli solo con Hunter, la sua diretta salvatrice. I due con l’assenso del gruppo si appartano e questi rivela di essere parte di una congrega di nome Fantasma Cremisi e che non si tratta di un solo individuo: dice di doversi ricongiungere ai suoi e che la sua missione è di primaria importanza ma che allo stesso tempo vorrebbe avere qualcuno su cui contare e che mandi avanti il loro lavoro anche perché ormai la sua copertura è saltata. Hunter, indecisa sul da farsi non è del tutto convinta della proposta di ricevere il “Marchio Cremisi” e rifiuta con cortesia, ma in qualche modo il fascino dell’uomo è irresistibile e come sotto un incantamento irresistibile in un bacio il marchio è siglato.
-Geraint ha spiato la scena e torna dagli altri imbarazzato, ma quando Hunter si ricongiunge al gruppo dice di essere confusa e di aver perso i sensi per un po’ e che lo straniero è scomparso; stanchissimi il gruppo decide di riposarsi per mettersi il prima possibile sulle tracce di Raaz in direzione di Nuova Speranza. Moni, l’orfana infetta che portano con loro sembra sempre più psicologicamente turbata e le sue frasi deliranti diventano sempre più inqiuetanti…
-Dopo un paio di giorni di valichi montani e arrampicate impervie i nostri giungono all’ingresso dei tunnel che dovrebbero condurli alla città promessa; inerpicandosi al loro interno infatti il gruppo arriva in una zona dove sembra si stia svolgendo un rito e vengon presi di sorpresa da un gruppo di monaci di Aeneryon di guardia piuttosto risentiti per un avvenimento recente e che accettano solo la resa come termine per giungere ad un confronto diplomatico. Il gruppo decide di stare alle usanze locali capendo che forse proprio l’arrivo di Raaz potrebbe aver scombussolato il posto e vengono così condotti nella città di Nuova Speranza direttamente all’alto cospetto della reggente Magistra Ucronya per ottenere il suo giudizio. Femto la guida militare è molto interdetto dai comportamenti irrispettosi a suo dire degli stranieri mentre Ucronya nella sua impassibilità sembra voler dar loro una speranza; in attesa di giudizio alcuni di loro sconteranno una pena nelle miniere mentre gli altri saranno liberi di girare ma non di lasciare la città.