EMNOTORK – “IL FATO DEGLI INSEPOLTI” – Sessione 96 al 04/03/2024

La Chiacchiera del Vicolo

Dal diario di Ezechiele di Ghilfiss Airlim
La compagnia dei Guitti di Zeno, formata da:

Paolo A. nel ruolo di Lunlelm, il canuto ragazzo affascinato dal mondo dei morti e dalla magia arcana.
Patrizio Z. nel ruolo di Zeno Endimion, il nobile incantatore dai modi raffinati ma dai poteri incredibili.
Andrea B. nel ruolo di Mordecai, lo spigliato bardo dalla musica sopraffina e dallo sguardo ammaliante.
Alessandro R. nel ruolo di Valente Monese, il fiero paladino di Malvar dai nobili ideali e dal braccio possente.
Tommaso F. nel ruolo di Seraphius Torbrand, il solitario veterano dei campi di battaglia dalle profonde cicatrici di guerra.
Federico F. nel ruolo di Aurel Oleksander, l’agile mezzelfo dalla mira incredibile e dal passato misterioso.

Giunti a Snubekk, gli eroi si trovano davanti ad un altro gruppo di avventurieri devoti a Weinal, dio della folgore e della luce. Il luogo in
cui il circolo di teletrasporto è stato ripristinato sembra trovarsi sotto al cimitero della cittadella, proprio dove anni prima era stato sepolto
Agris Morran. Il sommo sacerdote Soleman del tempio di Weinal di Snubekk e il suo consigliere Eldach accolgono entrambe le
compagnie di avventurieri intimando loro di salire in superficie per vedere coi propri occhi cosa incombe sul paese.
All’esterno, una grande cupola nera avvolge Snubekk gettando la popolazione nel caos. Le persone sviluppano strani disturbi e
diventano ostili gli uni con gli altri, ma soprattutto contro l’autorità ritenuta non all’altezza della crisi.
Re Robert accoglie gli eroi e brevemente li aggiorna sulla situazione: Soleman ha avuto una visione di Weinal e Malvar che
collaboravano per debellare l’ultima sciagura di Snubekk durante le Profezie del Vuoto. Il segno divino si è manifestato con entrambi i
gruppi di avventurieri, famosi ognuno per le proprie gesta legate alla divinità che alcuni di essi servono con devozione.
Le guardie, in mano a Stevald Marten e al suo capitano Trenn Oddvar stanno cercando di contenere le rivolte, ma è necessario capire
in fretta come debellare la cupola e qual è il potere che la manifesta.
Gli eroi si dividono in due gruppi, ognuno con il suo referente: Agris Morran per Weinal e Edmond Farrag per Malvar. Quest’ultimo era
stato inviato da Seta di Sabbia come delegazione di cortesia ma si è trovato suo malgrado a dover gestire la crisi con il tempio di Weinal
che tuttavia è stato molto concessivo.
Mentre gli eroi vengono aggiornati dai paladini, dei fulmini neri irradiati dalla cupola colpiscono il terreno evocando spaventosi mastini
demoniaci. Abbattute, i paladini affermano che è solo uno degli effetti che la cupola potrebbe ledere la sicurezza di Snubekk e che la
piazza centrale della Forca abbisogna del loro intervento.
Sul posto le due compagnie si riuniscono comprendendo di cosa stessero parlando i paladini: una folla inferocita inveisce contro la
guardia cittadina minacciando di abbattere la statua di re Arol e l’albero che la circonda. Dopo essere riusciti a disperdere la folla con le
proprie parole, Trenn Oddvar fa notare agli eroi che la statua sembra essere l’epicentro della cupola attorno a loro.
Scandagliando con attenzione ogni angolo della piazza, gli avventurieri scoprono un passaggio segreto sotto alle radici del grande
albero. Sotto la piazza, sembra esserci un cimitero nascosto. Guardando con attenzione, gli eroi notano i nomi dei familiari di Brandon
Selevin di cui non conoscevano nemmeno l’esistenza e la formula sonora per accedere oltre sembra essere il nome del suo pupillo:
Lunlelm stesso.
Penetrati all’interno, gli eroi scoprono che quel luogo non era altro che il laboratorio che Brandon Selevin usava per i suoi esperimenti.
Tra cavie ammassate in una cella di sicurezza e una sala comune in cui tentava di ricomporre un ambiente familiare per redimersi dei
suoi orrendi peccati, le due compagnie trovano degli appunti sbiaditi. Brandon parla del suo sacrificio: i demoni che attaccarono
Snubekk anni prima dove la regina e il fratello maggiore di Re Robert trovarono la morte, furono attirati per colpa sua. Brandon Selevin
era un mezzodemone che grazie all’affetto riscoperto per il giovane Robert e il pupillo Lunlelm, riuscì a scacciare la sua parte oscura e
a esternare quella umana. Questo, tuttavia, non piacque ai demoni che aveva tradito per cui non solo sterminarono la sua famiglia
facendogli credere che fosse stato l’errore di un suo esperimento, ma attaccarono la cittadella per uccidere lui ora che aveva perso
tutto. Brandon sapeva che non avrebbe potuto sconfiggerli tutti da solo, per cui fece l’unica cosa che ritenne saggio: li sigillò sotto la
città a costo della sua parte umana, morendo nel processo.
Nel laboratorio, infatti, gli eroi trovano gli spettri di Brandon Selevin, o almeno quelli appartenenti ai lati oscuri che aveva sigillato per
esternare la sua parte umana: paura, dolore, incertezza e cupidigia. Gli avventurieri risolvono l’enigma che regola il passaggio per il
sotterraneo più oscuro, quello in cui è sigillata la parte demoniaca di Brandon che ha assorbito nel tempo tutti i demoni ivi contenuti.
La battaglia finale è terribile e i suoi poteri oscuri soverchianti. Alla fine però, anche un frammento di umanità sembra essere stato
dimenticato lì dalla parte umana di Brandon: il suo cuore, incrostato dalla pietra nera dell’oscurità. Dopo aver subito ingenti danni, le due
compagnie collaborano unendo Weinal e Malvar nell’assalto decisivo, puntando e distruggendo il cuore corrotto di Brandon Selevin.
Il suo spirito, una volta distrutto il cuore, sembra conservare degli ultimi istanti di lucidità in cui si rammarica che il suo sacrificio sia
servito solo a peggiorare le cose. Invece di salvare Snubekk ha finito per condannarlo, ma vedere il suo pupillo ancora vivo e Robert sul
trono lo riempie di gioia, per quanto possa valere provarla nei suoi ultimi istanti di esistenza.
Brandon consegna il suo prezioso tomo al suo unico allievo dicendogli di leggerlo con attenzione, lì, troverà ben più di qualche
incantesimo.
Debellata l’ennesima minaccia, i due gruppi di eroi si dividono ognuno per la propria strada, dopo aver dissipato la cupola oscura e
liberato gli abitanti dall’odio che rischiava di spazzare via l’intero insediamento.
I Nani e i Guitti verranno ricordati a Snubekk per parecchio tempo, dimostrando così che Weinal e Malvar sono ben più di antichi alleati:
la luce e la vita possono anche diventare folgore e tempesta contro i nemici della pace.

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