Emnotork – Il Carro della Luna – Sessione 28 – 13/10/2024

Chiacchiera del vicolo – Sessione 28

“La Dolce Fine”

Dai diari di Parsy Vorianek

Tradotti e pubblicati da Ozxys Thynemenos 

I “Vendicatori della Luna”

“Anche Oggi Ci Pagano Domani”

Antonino R. è Kion Frost, Istruttore delle guardie di Synistas

Stefano Z. è Snow, il Viandante della Trama

Igor F. è Kalador, il Redentore 

Virginia N. è Arkouda, l’Orsa Maggiore

Andrea P. è Brifyr, l’Artefice della Vita Meccanica

Riccardo è Ishil Ruterek, l’Essenza dell’Ombra

“Un attacco inaspettato”, 10 di Lor, anno 1418

All’arrivo a casa del Capitano Faye, ho assistito ad uno degli interrogatori più violenti e distorti della mia vita, di tal ferocia dal portarmi a rigettare buona parte dei miei pasti della giornata, e discostarmi così dalla visuale sui miei protégée, senza mai tuttavia scostarmi da ciò che sentivano o dicevano: si parlò così di un certo Cospiratore, a quanto pare parte del concilio dei SOEN, uno dei Capitani Onorevoli. Per quanto io non conoscessi la Capitana Faye, non potei non notare la rabbia e la frustrazione nella sua voce al sentire tal notizia. 

“Punto d’inizio”, 11 di Lor, anno 1418

Questa giornata non è stata delle migliori, mio diario. In ogni luogo io osservi, cambieranno pure i protagonisti, ma quasi mai le storie… Stella Nera, un luogo che quasi speravo e volevo fosse un approdo sicuro per i miei amati protetti, si è rivelato un posto insidioso, marcio dall’interno, difficile da debellare. La storia sul Cospiratore non ha fatto altro che infilare un marcescente tarlo nelle dolci menti dei miei cari, un verme che consuma le loro fiducie ed i loro affetti, che li porta a dubitare persino delle poche amicizie strette sull’isola…

Ma partiamo con ordine.

La loro giornata è iniziata alla taverna del Duello Obbligato, e sembrava cominciare in modo brioso, allegro e leggero. L’odore del caffè nero e del tè appena infuso inebriavano i sensi e riempivano l’aere, con note che non gridavano altro se non “Inizio”, e tale inizio spinse i miei protégée a lasciare i loro comodi letti per godere della colazione. Certamente, non si aspettavano di incontrar lì due creature che le loro menti quasi stavano per cancellare, il mezzo gigante Joe Mama e sua madre, Lucille, intenti a sbevazzare, divorare buona parte della fauna di Stella Nera e far tanto casino da far credere di esser tornati alle clessidre notturne. Il loro incontro fu gioioso, caloroso e forse un po’ nostalgico, tra abbracci e risa, che per poco spinsero il gruppo a dimenticare degli spiacevoli avvenimenti da poco accaduti; spiegarono loro il funzionamento della curiosa isola in cui si trovavano, li avvertirono della maledizione che li aveva colpiti, e fu proprio in quel momento che l’atmosfera tenera e gioviale venne a mancare: nel momento di indicar loro un Capitano per la missione, il dubbio attanagliò i loro stomaci, prima ancora che potessero mettere un boccone sotto ai denti. D’altronde, quando non puoi fidarti bene di nessuno, come decidere chi sia nel Bene, e chi nel Male?

Dubbiosi e già ben stanchi, decisero di andare a casa del Capitano Faye per chiederle più spiegazioni, e forse per sperare che lei non fosse nella parte più marcia, dopotutto. Quando arrivarono, non fu la Salamandra ad accoglierli, ma il caos. La casa era a soqquadro, ed il capitano elfo che gli era scappato adesso stava proprio al suo centro, al centro del casino e della tempesta. Non esitarono a fermarlo, perquisirlo, interrogarlo… Sembrava avere dei legami con Lucretia Malasorte, forse anche romantici in qualche modo? Non sono mai riuscito a comprendere il rapporto che intercorre tra capitani e primi ufficiali, e difficilmente riuscirò mai a sentirlo come proprio. 

“A seguito di quest’affermazione, Parsy Vorianek continuò a lagnarsi e ponderare per buona parte della giornata. La parte finale, invece, ritengo sia la più incisiva, pertanto ho scelto di mantenere solo quella. Ah, cosa non farei per evitarvi la noia!

Ozxys Thynemenos”

Comprenderai, mio diario, che la digressione era più che necessaria e voluta, anche alla luce del fatto che i Vendicatori della Luna passarono buona parte del meriggio in chiacchiere, spese e passeggi, prima di finalmente recarsi sulla spiaggia per tornare sulla propria nave. Remi in mano, barcaccia pronta, si resero conto di una figura che si apprestava a salire sulla loro Danzatrice di Luna, e corsero, nuotarono e remarono senza sosta per arrivare in tempo sulla nave… Ma il suono di uno scoppio, un proiettile che lascia la canna di una qualche arma da fuoco, li tormenterà per molto, molto tempo…

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