EMNOTORK-“I pilastri della fiamma”-SESSIONE 49-07.03.2024

Chiacchiera del vicolo – Sessione 49

Lorenzo B. nel ruolo di Eren, chiamato da Weinal

Andrea B. nel ruolo di Filavandrel aén Fidhàll, Il prescelto dal Re

Salvatore T. nel ruolo di Ignigo Septimus, Il senzadio

Gianluca S. nel ruolo di Gil-Saed, Lo scrittore

Maher A. nel ruolo di Ilios Néhs Intensen, La parola del sole

Fabrizio N. nel ruolo di Derron, dal terribile talento

  • Gli eroi sono prigionieri ormai da un mese nel carcere di Latavia: Gil combatte con la sua mente e la sua memoria che senza il supporto delle sue carte inizia ad abbandonarlo; Eren sperimenta una misteriosa connessione psichica con chi lo circonda; il potere divino del marchio imposto ai detenuti impedisce alla magia arcana e a quella divina di raggiungerli eppure il dio del vuoto in qualche modo sembra ancora raggiungere Eren e ciò che è peggio è che Weinal non sembra star facendo nulla per salvare il suo chierico; Ilios ha il corpo spezzato dal suo carico di lavoro a cui si è aggiunto quello di Gil che è impossibilitato a lavorare ma nella stanchezza qualcosa in lui si risveglia e prova ad aiutarlo a sopravvivere; Filavandrel saluta la prigionia, sua vecchia amica, questa volta però la musica del Re di tutte le ambiziosi risuona come una promessa di libertà; Derron non si perde d’animo e sfrutta ogni momento libero per trasformare la terribile mutazione che il Vuoto ha inflitto al suo arto in una nuova risorsa al servizio del suo genio.
  • I Violini d’arme capitanati di Richard dei cacciatori del cuore, capo dell’operazioni di spionaggio su Latavia, si infiltrano nel carcere e giungono in soccorso di Abramo e Kastella trovando con sorpresa anche gli eroi, ormai dati per morti. La situazione a Latavia è mutata sostanzialmente: Nostra, la madre superiora, ha accellerato le operazioni di traffico di respiro del sovrano che ormai si svolgono alla luce del sole insieme a chissà quale altro tipo di ricerche che la donna sembra aver fretta di completare. Un ingente ed inspiegabile flusso di denaro sembra inoltre essere giunto per favorire queste operazioni insieme alla ricostruzione del monastero e fortificazione delle mura. Non solo le mura però, l’intera Latavia sembra una fortezza inespugnabile: bizzarri orchi albini imbottiti di meraviglia danno manforte all’esercito cittadino e ai paladini ed un gigantesco corvo sorveglia la città dall’alto minacciando morte e devastazione. La proposta di Abramo e Richard ora che i cacciatori sanno che gli eroi sono ancora in vita è la seguente: indebolire le difese di Latavia nella settimana che li separa dalla festa della candela, in preparazione di un assalto alla città rapido e mirato ad eliminare Nostra e soprattutto neutralizzare la piuma con ogni mezzo possibile. Ciò sarà consentito dal lavoro congiunto degli avventurieri sia dentro che fuori il carcere. Allo scadere della settimana gli eroi dovranno innescare dei disordini nel carcere creando un momento di crisi perfetto per cogliere le forze di Latavia impreparata ad un attacco su due fronti.

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