Chiacchiera del vicolo – Sessione 44
Lorenzo B. nel ruolo di Eren, chiamato da Weinal
Andrea B. nel ruolo di Filavandrel aén Fidhàll, Il prescelto dal Re
Salvatore T. nel ruolo di Ignigo Septimus, Il senzadio
Gianluca S. nel ruolo di Gil-Saed, Lo scrittore
Maher A. nel ruolo di Ilios Néhs Intensen, La parola del sole
Fabrizio N. nel ruolo di Derron, dal terribile talento
- Gli eroi scoprono gli obbiettivi di Azol l’allevatore: recuperare un “esemplare eccezionale” probabilmente collegato alla Madre della notte, seguire i progressi di un esperimento considerato ormai perduto e che ora pare essersi insediato nel braccio di Ilios e tradurre i contenuti di una rara pergamena che lui chiama “le carte di Netys”. Dai pittogrammi sulle pareti emerge che il luogo in cui ora gli eroi si trovano, insieme a tutto il complesso della miniera, era originariamente il laboratorio di Azol dove il generale del vuoto portava avanti esperimenti insieme ai mortali suoi devoti e schiavi. Ad un passo dallo scoprire i misteri del luogo che ospitava il suo stesso laboratorio Azol si trovò costretto a fuggire nel vuoto lasciando il suo lavoro incompiuto nelle mani dei suoi seguaci: la tecnologia per costruire biomacchine capaci di sfruttare l’energia vitale, ad oggi andata perduta in gran parte. I suoi seguaci paiono essere riusciti a scoprire nei secoli successivi la natura di quel luogo ma il modo di pensare e la sintassi dei mortali “moderni” è inconcepibile per Azol che intenzionato ad avvalersi delle menti capaci ma ristrette degli eroi.
- Nella stanza è presente Abramo che viene salvato ad un passo dalla morte dagli eroi. Intenzionato a chiudere il Worth pare aver scoperto un modo per farlo o quantomeno metterlo in stasi, il boss non gli avrebbe mai concesso di far saltare i loro piani per una emergenza magica di cui la natura era nota solo a lui quindi l’uomo si è intrufolato senza scorta nelle miniere dove ha incontrato i paladini di Latavia sterminati poi da Azol a cui ha rifiutato eroicamente il suo aiuto negandogli i contenuti della pergamena di Netys.
- Gli eroi riescono ad ingannare Azol decifrando il significato della pergamena ma evitando di interpretarne il senso fino ad un secondo momento lontani da lui, la creatura dona loro la libertà senza premiarli poiché indegni di divenire suoi “assistenti”.
- Il significato delle carte di Netys è chiaro: il libro è un grimorio di magie truculente e segreti magici tra cui la vera natura delle miniere che in verità sono il cadavere mai decomposto di Bozur il gigante, antico arconte del vuoto deceduto in una acerrima lotta contro il dio Malvar per il mare sotterraneo che una volta era presente nella regione. Le sue ossa sono diventate il famoso marmo di Latavia ed il suo liquido spinale fu per i cultisti di Netys una componente rituale fondamentale. Pare inoltre che il seme del gigante defunto abbia dato origine ad una serie di “figli”, fatto collegato forse alle creature scoperte sotto l’abitazione di Alexis.
- A riprova di ciò, mentre si addentrano in profondità nel corpo di Bozur gli eroi si trovano costretti ad affrontare le larve ed i vermi che ora lo infestano, tra questi uno pare portare con se il sangue antichissimo e raro del gigante; elemento indispensabile per la chiusura del Worth che pare aprirsi proprio nelle viscere dell’arconte.