“Sbrogliare la matassa”
Dai racconti di Rupert: “Ehi, sono solo un topo,
gira al largo se non vuoi finire male capo!”
La novella compagnia:
Andrea M. è Artemis
Mattia P. è Silas
Matteo D. è Morris
Julian R. è Xeden
Manuel G. è Jarlander
Eccoci qua, come la solito, vediamo com’è andata a questi
pagliacci l’ultima volta:
Gli sfigati incontrano nella locanda un bardo che sta seguendo la
loro stessa pista, decidono quindi di aggiungere l’avventuriero alla
loro squadra di circensi…
Subito il fess… il nuovo arrivato si propone come cavia per un
esperimento: addormentarsi e vedere se è soggetto agli stessi
incubi che affliggono la popolazione locale: inutile dire che finisce
proprio così, Jarlander fa un incubo così spaventoso che al suo
risveglio è più facile facile contare cosa è rimasto asciutto rispetto a
quello che ha bagnato.
Non contenti i geni si dirigono nella brughiera proprio dove è stato
avvistato il fantasma e lì ovviamente lo trovano: inutile dire che il
tizio li apre come delle ostriche. Per qualche strano motivo tutti i
loro attacchi non hanno effetto sull’entità.
Il gruppo quindi sceglie di seguire una pista trovata lì lì lì vicino: il
cadavere di una rana antropomorfa. Seguendo le tracce trovano il
nascondiglio di questi strani esseri e al loro interno uno strano
amuleto che capiscono essere collegato al fantasma.
Dall’amuleto sembra provenire una voce femminile, che ordina agli
agli strani ranocchi di proteggere e custodire l’amuleto. Inutile dire
che i ragazzi lo distruggono appena ce l’hanno tra le mani.
Tornano subito dal fantasma e questa volta riescono a sconfiggerlo,
non prima però di aver perso letteralmente una qualche decina di
anni: infatti, Morris e Jarlander, sono caduti vittima della
maledizione dello spettro e sono invecchiati di circa trent’anni a
testa. E poi dicono che fare l’avventuriero non stanchi…