Emnotork – “Di Ascesa e Rivalsa” – Sessione 99 – 02/05/24

Chiacchiera del vicolo – Sessione 99

“La fine di un Re”

Dai diari di Aline Shmerzimarsh

I M.A.R.I.O., formati da

Denny F., nel ruolo di Sharag-Natâs Azdandûl , l’Elfo Oscuro Ladro
Cristian C., nel ruolo di Braith il Warlock
Riccardo G., nel ruolo di Ainar Qalanthir, l’Elfo Guerriero/Mago
Eva M., nel ruolo di Ea Hiddenbud, la Tiefling Ladra
Marco F. nel ruolo di Stranger, lo Strambo Psionico

Quello che segue è forse il racconto del momento più cupo della storia dei M.A.R.I.O..

Non il più duro, non il più complicato, di sicuro non il più basso.

Ad oggi, quando scrivo queste parole, ancora ho difficoltà a mantenere la mia compostezza. Così tanto sangue, così tanta morte… Vedere cadere le persone care è sempre difficile, e la difficoltà di dover assistere e proteggere la loro eredità è forse ancora più arduo. Specialmente quando si è fatto l’impossibile, lavorando anche in maniera pressoché perfetta, per contrastare le avversità.

Una missione notturna che ha rasentato il capolavoro, per sabotare il patibolo dove Capitan White avrebbe affrontato la propria fine. Lo studio accurato delle potenziali via di fuga, e le meccaniche per attuarle. Un’accorta analisi delle proprie capacità, e di come utilizzarle per questo fine.

Eppure…

Al mattino dell’esecuzione, la città era in fermento. La folla riempiva già dalle ultime ore della notte la piazza del patibolo e le strade adiacenti. Tutte le forze cittadine erano tese, mentre mantenevano il controllo della situazione dal suolo e dal cielo. Le figure più importanti della città erano tutte presenti, tranne lo Psicopompo, per assistere alla caduta del Re del Mare. Anche il Signore del Sangue era presente, e forse l’averlo avvistato è stato il preludio della tragedia. Sharag, la guida “spirituale” del gruppo, preso dal rancore, si lasciò distrarre lanciandosi nella folla proprio verso colui che considerava la sua preda, separandosi dal gruppo.

Intanto, il fermento delle guardie cittadine preannunciava l’arrivo della flotta di White, intenzionata a salvare il proprio Re, ignari del fatto che i Leviatani, invece di correre in loro soccorso, avrebbero ostacolato le imbarcazioni.

Dopodiché, Capitan White prese parola. La sua maestosità e la sua possanza fecero passare in secondo piano il fatto che spezzò le catene che lo vincolavano. Così come il fatto che Seraphine Stahlklaue, la comandante delle forze militari e di sicurezza della Rocca, avesse spiccato il volo per impedire quella che percepiva come la fuga di White.

Il Re del Mare parlò. Un breve discorso, finalizzato non solo a riempire i cuori di chi aveva fede in lui, ma anche a svelare il segreto dei Signori Oscuri della Rocca, a chi fosse stato in grado di leggere tra le righe.

Per i M.A.R.I.O. il discorso, la minaccia della donna e della sua lancia splendente, o il sentirsi definire come parte della propria famiglia da parte di White, fu forse l’inizio della tragedia.

In ordine sparso si lanciarono verso il patibolo, cercando di arrestare la Dama d’Acciaio.

Ea fu l’unica ad ascoltare le parole provenienti da una strana folla, particolarmente alienata, che consigliava loro di non gettare li la propria vita. Mentre Ainar tentava di colpire il patibolo, e Stranger provava ad intercettare la donna in volo, Braith riusci a raggiungere la scalinata che l’avrebbe condotto al fianco del Re.

Ed infine, ad un passo da Braith, la lancia luminosa trafisse il Re che, come ultimo gesto, si voltò a fronteggiare l’austera donna, per stringerla in un ultimo abbraccio.

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